Repubblica Palermo: “«Quando morirò farò scruscio»: il ricordo commosso del maestro di danza di Alessia”
«Quando morirò farò scruscio, più di Totò Schillaci». Una frase pronunciata con l’ironia e la forza che l’hanno accompagnata fino all’ultimo giorno. Alessia La Rosa, la piccola tifosa rosanero scomparsa a soli otto anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, continua a vivere nei racconti di chi l’ha amata davvero.
Nell’intervista firmata da Claudia Brunetto per Repubblica Palermo, il maestro di danza Giuseppe Di Michele racconta il legame speciale nato con la bambina negli ultimi mesi della sua vita.
«Era un vulcano, ironica, scherzosa, strafottente. Non le importava del giudizio degli altri, era energia pura», racconta Di Michele a Repubblica Palermo. «Dopo dieci minuti dalla chemio entrava in campo per la partita».
Il maestro ricorda il giorno in cui ha conosciuto Alessia: il compleanno dello scorso novembre insieme ai ragazzi della Curva Nord. Da quel momento, come spiega nell’intervista a Claudia Brunetto su Repubblica Palermo, non si sono più separati.
«È stata la figlia femmina che non ho avuto. L’ho vista ogni giorno fino all’ultimo. Ero lì quando il medico mi ha detto che Alessia non c’era più».
Commovente anche il racconto della lettera letta in Cattedrale durante il funerale. Repubblica Palermo svela che quelle parole sono nate nei momenti trascorsi insieme tra la scuola di danza e il reparto di oncologia pediatrica.
«Alessia non sapeva leggere né scrivere perché la malattia l’ha tenuta lontana dalla scuola», racconta Di Michele nell’intervista pubblicata da Repubblica Palermo. «Così le chiedevo di parlarmi delle persone che amava e da lì è nata quella lettera».
Tra gli ultimi desideri della bambina c’era Disneyland. Un sogno che, grazie all’aiuto degli ultras della Curva Nord, è riuscita a realizzare. Lo stesso gruppo che ha poi contribuito a organizzare la camera ardente allo stadio “Barbera”.
Secondo il racconto di Claudia Brunetto su Repubblica Palermo, Alessia era pienamente consapevole della gravità della sua malattia ma non ha mai mostrato paura: «Ha lottato fino all’ultimo. La gente si è innamorata di lei, del resto era impossibile fare altro che amarla».
La danza rappresentava una delle sue più grandi passioni. Nonostante le cure e le difficoltà fisiche, Alessia continuava a frequentare la scuola di danza a Bonagia e a partecipare alle esibizioni insieme alle compagne.
«Per l’ultima esibizione al Politeama non stava bene, ma ha fatto la guerra con la madre pur di esserci», racconta ancora Di Michele a Repubblica Palermo.
Tra i passaggi più emozionanti della lettera letta ai funerali c’è proprio quello dedicato al suo maestro: «Vai a cercare tutte le cose che ti ho nascosto nella scuola di ballo».
E poi il messaggio rivolto alle compagne di danza: «Continuerò da lassù a sculettare per voi».
Infine, Giuseppe Di Michele lancia anche un appello al sindaco Roberto Lagalla: dedicare ad Alessia una villa o uno spazio della città di Palermo. «Sarebbe bellissimo. Spero possa realizzarsi».
