Frosinone, Alvini alla Gazzetta dello Sport: “Il mio scudetto sarà la salvezza in Serie A”

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La promozione del Frosinone in Serie A porta la firma di Massimiliano Alvini, protagonista di una lunga rincorsa partita dai campi dilettantistici e culminata con il ritorno nella massima serie dalla porta principale. Nell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, il tecnico giallazzurro ha ripercorso tutta la propria carriera, tra sacrifici, cicatrici e ambizioni future.

Come racconta Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, Alvini non dimentica il proprio punto di partenza, quando nel 2001 smise di giocare per iniziare subito ad allenare: «L’anno prima giocavo nel Signa e il presidente mi promosse allenatore. Avevo passato un anno intero a studiare Baldini a Empoli».


Da lì una scalata continua, fatta di categorie vinte e traguardi inattesi. Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport ricorda il triplete conquistato col Tuttocuoio nel 2010 e le promozioni ottenute successivamente tra Serie D, C e B.

Adesso è arrivata anche la Serie A con il Frosinone. Alvini, però, guarda già avanti: «Il cerchio si è chiuso. Ora devo fare un percorso in Serie A. Sarà un Alvini più tignoso, meno dolce».

Il tecnico giallazzurro non nasconde nemmeno il sogno più grande: «Sarà difficile che una big scelga me, ma io voglio correre per quello. Quando allenavo in Promozione sembrava impossibile pensare di vincere la Serie B».

Nell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, Alvini ha parlato anche delle difficoltà vissute negli ultimi anni, compresa la retrocessione col Cosenza: «Quelle cicatrici mi hanno fortificato e reso un allenatore migliore».

Determinante, secondo il tecnico, il lavoro svolto dalla società ciociara: «Castagnini mi ha trasmesso entusiasmo fin da subito. E se una società va quattro volte in Serie A in undici anni con dirigenti e allenatori diversi, significa che c’è un presidente come Stirpe con una visione particolare».

Alvini ha poi lanciato un messaggio chiaro in vista della prossima stagione: «Il mio scudetto sarà la salvezza. Anche se Castagnini mi ha detto che vuole puntare ancora più in alto».

Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport evidenzia anche l’idea di calcio molto precisa dell’allenatore toscano, unico in Serie B ad aver puntato con continuità sul 4-3-3: «Con questi giocatori si poteva fare un calcio verticale e dinamico. Siamo ganzi. Mi piace una squadra che va in avanti, che cerca il duello e il gol».

Alvini ha ammesso di ispirarsi anche alle grandi realtà europee: «L’idea è quella che vediamo nel Bayern o nel PSG, pur con qualità differenti. Mi piace Luis Enrique, mi piace Emery».

Infine, il tecnico del Frosinone ha raccontato il forte legame con Fucecchio, il suo paese: «Io resto sempre quello. Gli amici restano. Per la promozione sono venuti in cento da Fucecchio».

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