Euro 2032, Sessa: «Palermo ha fatto un ottimo lavoro. Nessuno stadio è in pole»

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C’è ottimismo sul percorso che porterà alla scelta dei cinque stadi italiani destinati a ospitare Euro 2032, ma al momento nessuna candidatura può essere considerata in vantaggio sulle altre. A fare il punto è Massimo Sessa, commissario straordinario per gli stadi degli Europei 2032, intervenuto a margine del convegno “Il Sud in Europa: Palermo FC – Storia di partecipazione popolare”, organizzato alla Camera dei Deputati.

Sessa si è mostrato fiducioso sulla possibilità di centrare l’obiettivo: «Siamo volutamente ottimisti, in Italia come al solito si arriva sempre all’ultimo momento ma poi perché siamo bravi e perché ci vogliono bene da lassù penso che arriveremo all’obiettivo prefissato che è quello di entrare per la gestione degli Europei Euro32».


«Nessuno stadio è in pole»

La scadenza indicata per la scelta dei cinque impianti è quella del primo ottobre. Sessa non si è sbilanciato sull’eventualità di un rinvio: «Possibilità che slitti la data della decisione sui cinque stadi? Non lo so, questo è un tema Uefa-Figc, il mio compito è quello di aiutare e portare a buon fine la chiusura amministrativa in questa fase finanziaria degli stadi».

Il commissario ha poi ricordato il percorso istituzionale avviato per accelerare gli interventi: «Un piano è stato approvato da Abodi, il ministro Salvini e Giorgetti dichiarando queste opere strategiche e consentendo così di velocizzare gli aspetti tecnici amministrativi».

Quanto alla corsa tra le città candidate, Sessa ha escluso l’esistenza di gerarchie già definite: «Adesso è difficile posizionare le “macchine” sulla griglia di partenza».

Sessa: «Per Palermo è stato fatto un ottimo lavoro»

Parole significative sono arrivate proprio sulla candidatura del capoluogo siciliano e sul percorso legato allo stadio Renzo Barbera.

«Per Palermo è stato fatto un ottimo lavoro, un processo che è partito da lontano. C’è un grande club che segue ed è una bella cosa per il nostro Mezzogiorno», ha dichiarato Sessa.

Il commissario ha infine sottolineato la complessità dell’iter e soprattutto la necessità di accelerare: «Sono processi complessi, il tema è il tempo però la politica ha i suoi. Alla fine c’è stata saggezza di sintesi e poi stiamo tutti correndo. Adesso siamo tutti all’unisono perché questi eventi in qualche modo trascinano lo sviluppo del territorio e la riqualificazione. È un treno che non possiamo e non dobbiamo perdere».