Repubblica: “Veti e polemiche sul centro sportivo nell’ex campo rom. Ma la trattativa continua…”

L’edizione odierna di “Repubblica” parla del progetto per il nuovo centro sportivo del Palermo. Sull’assegnazione dell’area dell’ex campo rom al Palermo per la realizzazione del centro sportivo si procede come sulle montagne russe. Quando sembra che tutto sia in discesa con le parti in causa ben salde sul vagone in dirittura d’arrivo, si riparte per un altro tratto in salita. Ieri il tavolo tecnico fra Regione, Comune e Palermo per l’assegnazione dell’area si è concluso con un rinvio al 30 gennaio, con l’impegno di continuare a lavorare su un percorso che al momento sembra condiviso: nel rispetto dei vincoli ambientali, costruire un impianto che sia anche aperto alla città. E come sempre, quando si parla del futuro di quell’area ormai abbandonata, che dal 1990 ha ospitato centinaia di famiglie rom e oggi non ha nemmeno più quella funzione sociale, i pareri diventano discordanti e il tema torna a essere divisivo. A prendere posizione è stata Legambiente Sicilia con il suo presidente Gianfranco Zanna che intravede una compensazione per lo sforzo imprenditoriale dei nuovi proprietari del club dietro l’eventuale assegnazione dell’area e si domanda se ci si ricorda «che quello è un parco all’interno di una riserva naturale che non ha bisogno di altro cemento». Contro il no di Legambiente si schiera il coordinatore palermitano di Diventerà Bellissima. «Valorizzerebbe l’area dopo anni di incuria – sostiene Eduardo De Filippis – non comprendiamo i no aprioristici. Comune, Regione e club stanno cercando la soluzione più idonea dal punto di vista normativo e burocratico. Dov’era Legambiente quando in quell’area venivano bruciati copertoni o installate baracche piene di eternit?». La soluzione del centro sportivo aperto alla città sembrerebbe accontentare le parti, ma resta da quantificare gli spazi che non sono poi così estesi. « Quella della fruibilità di una parte del centro sportivo per la città – dice il vicesindaco Fabio Giambrone – per noi è un punto fermo della questione. L’amministrazione comunale ha chiarito in diverse sedi e da tempo che considera la fruibilità pubblica e aperta dell’area della Favorita come la priorità per qualsiasi progetto di utilizzo. Abbiamo espresso questa posizione anche negli incontri avuti con la Regione e con il Palermo. Qualsiasi utilizzo esclusivo ci sembra che sia da escludere, essendovi peraltro tante aree in città che possono prestarsi a questo tipo di utilizzo». Il Palermo è disponibile a una soluzione condivisa che accolga le istanze dell’amministrazione comunale, ma vuole difendere le esigenze tecniche e sportive. Se la zona aperta al pubblico non priverà il club di spazio per i campi di allenamento, il progetto è destinato ad andare in porto con la Regione, padrona dell’area, impegnata a trovare soluzioni per la concessione di un bene demaniale che da trent’anni è assegnato al comune.
«Siamo impegnati in un percorso di lavoro – dice l’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola – abbiamo individuato varie zone in cui realizzare il centro sportivo sia in città che fuori. Quella dell’ex campo rom è una, ma c’è anche uno spazio a fondo Patti e altri terreni in provincia. Il Palermo ha bisogno della sua casa per sviluppare i suoi progetti». La priorità del club, però, è quella dell’area accanto al prato di Case Rocca. «Si renderà necessaria – scriveva il club nel piano triennale presentato al comune per il titolo sportivo – la possibilità di realizzare un centro sportivo nelle aree limitrofe allo stadio ” Barbera”, in corrispondenza della zona ex campo rom. Un centro polifunzionale che sarà strumento di sviluppo dell’intero sistema sportivo della città e presupposto per una crescita virtuosa delle attività agonistiche. In questa direzione va, infatti, la collaborazione con l’architetto Gino Zavanella che da anni lavora alla creazione di sistemi sportivi a scala urbana come elemento di riqualificazione e slancio per il quartiere e per la città, come base di partenza per un eventuale progetto da condividere con l’amministrazione comunale».