Palermo-Sampdoria, il doppio ex Vasari: «Spero vincano i rosa, ma entrambe meritano la A»

Questa sera al Renzo Barbera scenderanno in campo Palermo e Sampdoria. Le due formazioni si affronteranno in quello che è il primo turno dei playoff: con il Palermo che con il sesto posto in classifica si è concesso la possibilità di giocare davanti ai propri tifosi. Per parlare del match è intervenuto il doppio ex Gaetano Vasari ai microfoni di PalermoToday.it.

«Sampdoria? Ho sempre simpatizzato per la Sampdoria. Mi piacevano i colori. Da bambino vedevo quei colori che mi affascinavano tantissimo, poi giocare con quella maglia per me è stato un sogno. Però sono palermitano, il mio cuore è rosanero. Nelle mie vene scorre sempre sangue rosanero. Quindi spero che stasera vinca il Palermo. In ogni caso parliamo di due piazze importanti che meritano entrambe la Serie A. Ho trascorso in blucerchiato due anni e mezzo. Ho dei ricordi bellissimi, ho fatto una ventina di gol da esterno, mi volevano tutti bene. Avevo 29 anni quando andai alla Samp ed ero reduce dalla splendida stagione di Cagliari. Mi volle fortemente Ventura, che per me stravedeva e in Sardegna mi aveva svoltato la carriera, trasformandomi da ala d’attacco a tornante in un 3-5-2. Era l’estate del ’99. Venivo da una grande stagione in A e decisi di rituffarmi in B per vestire la maglia blucerchiata. Fu Ventura, nel frattempo passato alla Samp, a volermi fortemente, non potevo dire di no. Le cose però non sono andate come speravamo tutti. Provammo a vincere il campionato ma la promozione sfumò solo per un punto».

«Possibile scambio con Lombardo? Contro la Lazio nel 2000? All’inizio dominammo, poi perdemmo 5-2. In campo c’erano Veron, Nedved e Stankovic. Era una Lazio fortissima, giocavano col tricolore cucito sul petto, una squadra nettamente superiore. Mi dicono che Eriksson mi voleva. Preparano così lo scambio: io alla Lazio e Attilio Lombardo alla Samp. Sembrava tutto fatto in vista del mercato invernale ma a gennaio improvvisamente esonerano Eriksson e arriva Dino Zoff».

«2001-2002? Fu una stagione deludente. Avevamo Palmieri, Luiso, Flachi, Lanna. Però il campionato di B è difficile. Si deve affrontare col coltello tra i denti altrimenti è dura. E infatti rischiammo la retrocessione in C. Quell’anno feci 7 gol, molti dei quali decisivi per la salvezza».

«Delneri? Era appena andato via dal Partinicaudace quando io arrivai là. Poi è diventato un grande allenatore. Nel 2001 salì in A col Chievo dei miracoli, mi voleva come esterno per il suo 4-2-4 ma decisi di restare in B con la Samp».