Meluso: «Il Palermo è un po’ in ritardo, ma i playoff saranno importantissimi»

file1 - 2026-03-27T121946.012

Mauro Meluso analizza il momento della Nazionale e le dinamiche del calcio italiano, soffermandosi anche sulla corsa promozione in Serie B e sulla lotta salvezza in Serie A. Intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb, il direttore sportivo ha offerto una lettura lucida e articolata.

Sul rendimento della Nazionale, Meluso ha dichiarato: «Nel primo tempo ho visto una Nazionale preoccupata, con poche azioni veloci e poca fluidità di manovra. Era anche normale, la posta in palio è altissima. La preoccupazione ha preso il sopravvento, gli unici che hanno preso iniziativa sono stati Politano e Kean. Poi, una volta tolte le pressioni, la squadra ha giocato molto meglio: era più sciolta e veloce nel fraseggio. Di fronte non avevamo una grande Nazionale, ma tutti giovani che vengono da settori giovanili di grande livello».

Guardando alla prossima sfida, Meluso si mostra moderatamente ottimista: «Ho avuto buone sensazioni. Gennaro Gattuso è riuscito a dare una forte identità di gruppo alla squadra. Abbiamo avuto qualche problema in avanti, penso a Mateo Retegui che sembra indietro rispetto agli altri. Le nostre Nazionali ci hanno abituato ad attaccanti di un certo livello come Christian Vieri, Gianluca Vialli, Paolo Rossi, Alessandro Altobelli, Francesco Totti, Roberto Baggio, Filippo Inzaghi, Alessandro Del Piero e così via. Oggi abbiamo calciatori di forza ma non proprio di grande talento. E in prospettiva futura bisogna lavorare su questo».


Sulla lotta salvezza in Serie A, il dirigente sottolinea l’equilibrio: «È avvincente. Per alcune squadre il loro Scudetto è la salvezza, ne so qualcosa per i miei trascorsi. Ci sono tante squadre in lotta, tra cui la Fiorentina che però è prevedibile si tiri fuori: ha una rosa di livello e gli investimenti fatti sono stati corposi. I viola si salveranno, ma dal Cagliari Calcio in giù serve attenzione».

Infine, uno sguardo alla Serie B e alla corsa promozione: «Il Monza è una seria candidata, ha una guida tecnica di grande valore. Bianco è stato un mio calciatore, è un ragazzo che è sempre attento alle evoluzioni del calcio e ha un modo di giocare che mi piace molto. L’anno scorso l’avevo anche chiamato per il Perugia. Venezia e Frosinone Calcio si giocano l’altra posizione. Il Palermo FC, che tutti davano per favorito, è un po’ in ritardo. Ma ci sono i playoff che saranno importantissimi».

Chiusura dedicata alla sua esperienza al Perugia Calcio: «Azzardatissima, direi. Mi aveva entusiasmato, pensavo di poter costruire un progetto come quello costruito a Lecce. Ma ho trovato gente strana, particolare, che non mi ha consentito di lavorare come volevo. Abbiamo risolto il contratto, eravamo su ragionamenti diametralmente opposti rispetto al mio modo di fare calcio. Il mio futuro certamente non sarà la Serie C: una categoria che ho fatto e che non ha niente a che vedere con quella di oggi, nonostante gli sforzi del Presidente Marani di cui ho grande stima».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *