palermo padova 2-1 (111)

Il Palermo arriva al primo pit-stop della stagione da solo al comando della classifica. Cinque partite non possono ancora definire una leadership definitiva, ma i 13 punti conquistati rappresentano già un segnale importante e confermano molte delle sensazioni emerse alla vigilia del campionato.

Come scrive Fabrizio Vitale sulla Gazzetta dello Sport, alla base della partenza rosanero c’è un’idea precisa sviluppata durante l’estate: un mercato di altissimo livello, una rosa con due titolari per ruolo e una mentalità operaia.


La predisposizione alla lotta e alla sofferenza era stata trasmessa da Filippo Inzaghi al gruppo già nella passata stagione e proprio su questa eredità il tecnico ha costruito l’avvio da 13 punti. A completare il quadro c’è la qualità degli interpreti, capaci di cambiare l’inerzia delle partite soprattutto nei momenti più complicati.

Il Palermo si è trovato finora due volte in svantaggio, contro Avellino e Padova, ed è stato temporaneamente raggiunto dall’Arezzo. Il bilancio di queste tre situazioni è comunque di due vittorie e un pareggio, a dimostrazione di una significativa capacità di reazione che ha permesso ai rosanero di guadagnare terreno sulle dirette concorrenti.

Una cooperativa del gol

Tra i punti di forza individuati da Fabrizio Vitale sulla Gazzetta dello Sport ci sono i risultati del mercato e la variazione del sistema tattico, che ha prodotto un cambio di passo offensivo permettendo al Palermo di ridurre la dipendenza dai gol di Pohjanpalo.

Inzaghi può infatti contare su una vera cooperativa del gol, con sette marcatori differenti. A guidare il gruppo ci sono Johnsen, con tre reti, e Vavassori, con due.

Un altro elemento in controtendenza rispetto alle stagioni precedenti riguarda il rendimento degli under. Il Palermo ha attinto con profitto al mercato dei giovani e due dei protagonisti di questo inizio di stagione sono stati proprio Vavassori, di proprietà dell’Atalanta, e Fortin, arrivato in prestito dal Lens.

La doppietta dell’attaccante e le parate del giovane portiere contro il Padova rappresentano, secondo Fabrizio Vitale sulla Gazzetta dello Sport, il manifesto del buon lavoro svolto dal direttore sportivo Carlo Osti.

Le risposte dei giovani confermano anche la profondità dell’organico. Inzaghi ha dovuto fare a meno per due partite consecutive di Strefezza, Hernani e Perin, ma ha potuto affidarsi con tranquillità a questa «bella gioventù».

Particolare il percorso di Fortin, chiamato prima a sostituire l’infortunato Joronen e successivamente Perin. Il portiere ha risposto senza particolari sbavature e con interventi decisivi.

Adesso, dopo un avvio così importante, il Palermo dovrà trovare quella continuità che caratterizza le grandi squadre. Inzaghi ha due punti in più rispetto allo stesso momento dello scorso campionato, quando era secondo: anche allora la partenza era stata positiva, prima di una fase di difficoltà dalla quale la squadra non riuscì più a risalire sul podio.

Tre settimane per correggere i blackout

La lunga pausa offrirà al tecnico la possibilità di intervenire sui dettagli e soprattutto su quei momenti di blackout che hanno caratterizzato quasi tutte le partite.

Alla ripresa Inzaghi dovrebbe ritrovare Hernani e Perin, mentre avrà a disposizione anche Mazzitelli, inserito nella lista al posto di Strefezza. Quest’ultimo potrebbe invece recuperare dall’infortunio dopo la seconda pausa.

Il centrocampista rappresenta un’ulteriore soluzione per Inzaghi. Come sottolinea ancora Fabrizio Vitale sulla Gazzetta dello Sport, Mazzitelli era stato inizialmente voluto dalla società guardando a gennaio, con l’obiettivo di non lasciare nulla di intentato nella corsa alla promozione. Adesso, però, può diventare subito un’opzione in più.

La sua presenza potrebbe permettere anche di diversificare la proposta tattica, aprendo eventualmente alla soluzione di un centrocampo a tre. Un’altra possibilità da aggiungere alle alternative di un organico che, dopo cinque giornate, ha già mostrato potenzialità fuori dal comune.