Escl. Liverani: «Parma avanti mentalmente. Tornare a Palermo? È un obiettivo»

«Quella di venerdì sarà sicuramente una bellissima partita. Sotto il profilo mentale il Parma sta meglio del Palermo, anche se i rosanero hanno le carte in regola per potere ottenere il massimo risultato. In più la spinta del Renzo Barbera può essere un fattore determinante. Il Palermo avrà voglia di far bene per blindare il sesto posto e non perdere contatto con il quinto». Questo il pensiero ai microfoni di ilovepalermocalcio.com di Fabio Liverani doppio ex di Palermo-Parma, in programma venerdì sera allo stadio Renzo Barbera.

Tre anni da calciatore al Palermo, uno da allenatore al Parma. Dove pende la bilancia del cuore?

«Senza nulla togliere al Parma, dalla parte dei rosanero. In quei tre anni realizzammo imprese incredibili e la fotografia della finale di Coppa Italia dell’Olimpico è un’immagine difficile da dimenticare».

A tal proposito se potesse rigiocherebbe quella finale o lo spareggio Champions contro la Sampdoria del 2010?

«Probabilmente quella contro la Samp. La Champions appariva come un traguardo inarrivabile e la cavalcata fatta dalla squadra in quell’occasione fu qualcosa di eccezionale e difficilmente ripetibile. Quel gruppo e l’intera città avrebbe meritato la qualificazione in Champions League».

Quali emozioni ha vissuto nella due giorni a Palermo in occasione dell’inaugurazione del centro sportivo?

«Le emozioni sono sempre molto forti in ogni mio ritorno a Palermo, già dal momento dell’atterraggio dell’aereo. I ricordi scorrono nella mia mente, soprattutto per quanto trasmesso da questa gente nei miei anni in rosanero. Il centro sportivo è all’avanguardia e rappresenta un valore aggiunto presente e futuro per l’intero club».

Pastore ha ricordato la grande intesa avuta con lei. Le hanno fatto piacere queste parole?

«Moltissimo, soprattutto perché con lui sono spesso stato bastone e poco carota. In lui vedevo un talento cristallino e l’intesa era naturale con giocatori della sua caratura, così come con altri come Miccoli, Ilicic e Simplicio per citarne alcuni. Lui era coccolato un po’ da tutti e quindi serviva che qualcuno fosse un po’ più duro. E forse anche questo lo ha portato a diventare nel tempo il grande calciatore arrivato a vestire anche la maglia del Psg. Con lui non sono stato tenerissimo, ma alla fine il risultato è stato importante».

Il Palermo è la grande assente alla lotta per la promozione diretta?

«Il campionato di Serie B è particolare e non sempre a incidere sono i meri valori tecnici. Il Palermo a un certo punto della stagione aveva preso un buon ritmo, ma poi si è perso. L’assenza di continuità ma anche gli infortuni patiti, hanno certamente influito sull’andamento della stagione».

Come vede ì rosanero si play-off?

«Nei play-off può certamente succedere di tutto. In questo finale di stagione ì rosanero devono vedere di arrivare a questo mini torneo nel migliore dei modi dal punto di vista tecnico e mentale. In tal senso occhio al Catanzaro. I calabresi arrivano ai play-off con una grande qualità di gioco e spensieratezza e questi fattori potrebbero spostare gli equilibri».

Tornare a Palermo da allenatore dei rosanero cosa rappresenterebbe?

«È un pensiero che ho fatto fin da quando ho intrapreso il percorso da allenatore. L’ho pensato per il Palermo ma anche per Lazio e Fiorentina, altre piazze alle quali sono molto legato. Nutro grande rispetto per Mignani persona molto educata e professionista serio, quindi adesso ritengo corretto non aggiungere nulla di più. Palermo è una piazza alla quale sono molto legato e quella panchina rappresenta un obiettivo per il futuro».