Corriere dello Sport, Tedino: “«Un orgoglio esserci e risalire, ce la faremo»”

“Un bilancio? Non è un Palermo al top, almeno in difesa. Ceduto Goldaniga e perso Ingegneri (oggi arriva Bellusci, ndc), il reparto va puntellato. A centrocampo, invece note positive, non c’è regista classico ma giocatori duttili che si completano. Meno possesso e più incisività. Quello che ci vuole in B. E poi c’è Coronado, elemento “internazionale”, diverso da tutti, che può essere impiegato dappertutto in chiave offensiva». Nestorovski sì, Nestorovski no? Rispoli sì… «Non sfogliamo le margherite. In attacco, è arrivato il tempo delle scelte. Spero di non sbagliarmi se dico che non vince il solista ma il collettivo. La mia idea di gioco è quella di Sarri e del Napoli. Non c’è solo Nestorovski. Trajkovski sta facendo bene e non sa neppure quali siano le sue potenzialità. Può segnare tanti gol. Uno come Nestorovski è fortissimo. Manca tanto al termine del mercato. Normale che attiri la stima dei club. Se la società fa valutazioni diverse da quelle tecniche, mi possono girare gli attributi ma intanto è qui e me lo godo. Lo stesso discorso vale per Rispoli». Lei come vive la contestazione dei tifosi? «Non so giocare a poker e non so bluffare. Ci sarebbe piaciuto trovare applausi. Dispiace per la protesta, non cercheremo alibi. Nel calcio non si va avanti quando si dice: “Ma ‘ndo cavolo andiamo con questi o con questo?” Posso capire o meno una protesta. Da un punto di vista umano non succede tutti i giorni. Non ne abbiamo risentito, i ragazzi bloccati all’ingresso potevano benissimo scappare, invece sono rimasti fino a tardi per allenarsi». Mai pensato: “Chi me l’ha fatto fare?”. «Per tutti noi è un sogno e un orgoglio essere qui. Lavoriamo per riconquistare la città». Posavec con altri giovani? O con portiere d’esperienza accanto? «Josip ha mezzi e enormi. Ed è titolare. L’idea è di affiancargli uno pronto al bisogno. Troppo semplice crocifiggere un giovane perché commette errori. Pomini ha fatto una scelta dopo i fatti successi, inutile negarlo. Peccato, era una persona straordinaria. La ricerca continua». La famiglia per lei ha un valore inestimabile. Cosa ha detto a sua figlia Nicole tifosa del Palermo? «Devo tutto alla mia famiglia, quando ho regalato a Nicole la maglia numero 19, la sua data di nascita, si è messa a piangere. Viviamo Palermo con entusiasmo. Vengo dalla strada, ho sudato ogni conquista, ho il dovere di portare la squadra in A e sono convinto che ce la faremo». Come considera Diamanti? «Come gli altri, con diritti e doveri. Si sta allenando con dedizione, pur sapendo che non rientra nel progetto tecnico, lo ha detto anche il presidente. E non posso che parlarne bene perché si comporta in maniera perfetta mettendosi al servizio della squadra. La sua carriera non la invento io che invece vengo dal nulla. Se a fine mercato non si trova soluzione? Il patrimonio riguarda la società. Non mi permetterei di chiedere quanti soldi offrono per Nestorovski, caso mai vorrei un sostituto all’altezza»”. Questo ciò che si legge sull’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”.