La Nazione: “Come una scalata dell’Everest. Spezia da ’tutto per tutto’ a Palermo Lapadula out, in attacco c’è Di Serio”
Non il Parodi, già impegnativo di per sé, ma direttamente l’Everest. È questa la montagna che lo Spezia è chiamato a scalare oggi al “Renzo Barbera”, dove alle 17.15 affronterà un Palermo lanciato e forte del doppio dei punti in classifica. Lo racconta Fabio Bernardini su La Nazione, descrivendo una sfida dal coefficiente di difficoltà elevatissimo per gli Aquilotti.
I numeri certificano il divario: il Palermo è quarto, lo Spezia naviga nelle zone basse e deve fare i conti con la forza offensiva dei rosanero, trascinati da Pohjanpalo, capocannoniere del torneo con 12 gol e 4 assist. Eppure Roberto Donadoni prova a ribaltare la narrazione, lavorando più sulla testa che sulla lavagna tattica. Come evidenzia Fabio Bernardini su La Nazione, il tecnico aquilotto sta cercando di inculcare nei suoi giocatori orgoglio, spirito di sacrificio e coraggio, richiamando alla memoria imprese del passato.
«Non sono d’accordo sul fatto che non avremo nulla da perdere – ha spiegato Donadoni – dovremo essere intraprendenti, lottare su ogni pallone e duellare. Loro hanno il doppio dei nostri punti, dimostriamo che non c’è questa differenza». Parole che Fabio Bernardini riporta su La Nazione, sottolineando come l’allenatore non voglia presentarsi al Barbera con l’etichetta di Davide contro Golia.
Per lo Spezia, reduce da risultati negativi delle dirette concorrenti, l’impresa diventa quasi necessaria. Ottantaquattro anni dopo l’ultimo successo al Barbera, firmato allora dalla doppietta di Costanzo, gli Aquilotti cercano una prova di cuore e grinta. Donadoni potrà contare su qualche arma in più: il rodaggio ormai completato di Sernicola, Adamo e Radunovic, già lanciato titolare a Bolzano, oltre alla possibilità di inserire a gara in corso i nuovi arrivati Romano e Valoti. Un quadro delineato ancora da Fabio Bernardini sulle colonne de La Nazione.
Restano però assenze pesanti come Bandinelli e Lapadula, fermato da un leggero risentimento. Sullo sfondo continua a muoversi il mercato: la dirigenza lavora per rinforzare la difesa con Bonfanti dell’Atalanta (o Curto dell’Empoli in caso di uscita di Wisniewski), per un regista esperto come Leone della Juve Stabia e per una coppia di attaccanti, con Skjellerup del Sassuolo vicino e Nzola tra i nomi seguiti. Ma oggi conta solo il campo, come ribadisce Fabio Bernardini su La Nazione.
A difendere i pali ci sarà Radunovic, protetto dal terzetto Mateju-Wisniewski-Beruatto, con Adamo e Sernicola sulle corsie. Aurelio potrebbe partire dalla panchina. In mezzo Cassata sarà il perno, supportato da Nagy e Comotto, preferito a Kouda. Davanti, per sfruttare eventuali ripartenze, spazio a Di Serio accanto ad Artistico o Vlahovic. Ritorno al Barbera anche per l’ex rosanero Soleri. Sugli spalti sono attesi circa 25 mila spettatori, con 165 tifosi spezzini al seguito. Un contesto da grande sfida, in cui lo Spezia proverà a trasformare l’Everest in un’impresa possibile.
