Pedullà boccia il mercato di gennaio: “Ultimo giorno una Caporetto, più telefoni che contratti”
Dopo Michele Criscitiello, anche Alfredo Pedullà non risparmia critiche al calcio italiano e, in particolare, al recente calciomercato invernale. Nel suo editoriale pubblicato su Sportitalia.it, il giornalista ha tracciato un bilancio durissimo di una sessione definita povera sotto ogni punto di vista, sia economico che progettuale.
Pedullà ha puntato il dito soprattutto contro l’ultimo giorno di mercato, descritto come surreale e simbolo di una gestione improvvisata da parte di molti club, anche di alto livello:
“Alle ore 20, chiusura della porta e fine delle trasmissioni, c’erano nettamente più telefonini pronti a immortalare l’‘evento’ piuttosto che contratti da depositare”.
Secondo il noto esperto di mercato, la frenesia delle ultime ore non ha fatto altro che certificare il fallimento complessivo della sessione:
“La rincorsa da domenica pomeriggio a lunedì sera è stata una mezza Caporetto. L’ultimo giorno surreale ritengo sia stato figlio dell’improvvisazione che regna in molti club anche di prima fascia”.
Nel mirino anche la governance del calcio italiano, con un riferimento diretto al presidente federale:
“La stessa improvvisazione che ormai da anni Gravina regala al calcio italiano, tra riforme-fantasma e mutismo inaccettabile sugli argomenti che dovrebbero essere prioritari per una presunta rinascita”.
Infine, Pedullà chiarisce che le sue critiche non riguardano solo le società in difficoltà economica, ma anche quelle che dovrebbero avere una visione più strutturata:
“Quando parlo di club di prima fascia, mi riferisco anche a società che dovrebbero avere le idee chiare su cosa fare anche in presenza di limitate disponibilità almeno nella sessione invernale”.
