“Non c’è due senza tre”: ancora una volta agli Europei sarà Italia-Spagna. Ma questa volta, chi delle due dovrà temere di più l’altra?

22 giugno 2008, “Ernst Happel Stadion”, Vienna: esattamente otto anni fa andava in scena il combattutissimo quarto di finale di Euro 2008 fra Spagna ed Italia. Partita giocata con poca qualità e tanto cuore dalla squadra di Donadoni, costretta ad arrendersi alle “Furie Rosse” soltanto dopo i tiri dal dischetto, a causa degli errori decisivi di De Rossi Di Natale che mandano avanti la Spagna, che alla fine vincerà il torneo. Quattro anni dopo, le due compagini si affrontano per ben due volte, all’inizio e alla fine di Euro 2012: 1-1 a Danzica durante la prima partita del girone superato da entrambe le squadre, che andranno avanti fino alla finalissima di Kiev, giocata il primo luglio 2012, in cui però non c’è storia. Silva, Jordi AlbaTorres Mata cancellano l’azzurro e dipingono ancora una volta di rosso gli Europei, confermandosi nuovamente la squadra più forte del mondo. Oggi sono passati quattro anni, Italia e Spagna sono in corsa per la stessa manifestazione: nelle due squadre sono cambiate molte cose, anche il regolamento del torneo adesso è diverso. Solo una cosa continua a non cambiare: ancora una volta le due squadre si affronteranno faccia a faccia e, ancora una volta, sarà solo una delle due ad andare avanti.

Stavolta, però, non sono gli stessi neppure i presupposti con cui Italia e Spagna si affacciano alla sfida: nel 2008 gli iberici, allora guidati da Aragones, erano una potenza che cominciava ad affacciarsi ai piani più alti del calcio mondiale ed il brevettato stile di gioco tanto ordinato nel coprire gli spazi quanto aggressivo era tecnicamente di gran lunga superiore a quello degli azzurri, come dimostreranno gli anni successivi in cui la nazionale spagnola vincerà praticamente tutto. Superiorità confermata poi quattro anni dopo in Polonia ed Ucraina, quando gli azzurri di Prandelli potevano contare su una squadra “catenacciara” ma poco grintosa, che in attacco spesso si perdeva e che niente avrebbe potuto contro la macchina da guerra targata Del Bosque. Ma adesso? Quale delle due squadre dovrà temere maggiormente l’altra? Da una parte c’è ancora la Spagna, che può sì contare sulle qualità di singoli stellari come Morata Nolito, ma con uno stile di gioco non più innovativo, che ha fatto sì che la formazione iberica abbia passato il turno come seconda classificata, complice la clamorosa sconfitta rimediata ieri sera contro la Croazia. Dall’altro lato invece ci sono gli uomini di Conte, magari non eccelsi ma grintosi, “cattivi”, pronti ad azzannare qualsiasi nemico si pari sulla loro strada. Dopo la fine della seconda tranche di Euro 2016, l’Italia era l’unica squadra certa del primo posto nel girone, grazie alla tenacia agonistica che le ha permesso di non subire ancora neanche una rete contro le due rimediate da Iniesta e compagni.

Questa sera, gli azzurri scenderanno in campo con una formazione rimodulata per provare a confermare anche contro l’Irlanda quanto di buono hanno mostrato nei match precedenti. Non sarà una partita semplice, il rischio di scendere in campo troppo rilassati di fronte ad una squadra che deve assolutamente provare a vincere per sperare nella qualificazione viene percepito da molti tifosi, ma nonostante il turnover Antonio Conte ha già fatto intendere che non sono ammessi errori. Da domani, poi, testa soltanto alla Spagna, fino al match decisivo di lunedì 27. E’ già al lavoro anche la Spagna, che dovrà studiare un metodo per arginare il gioco azzurro, molto temuto dagli iberici come confermato da Piqué e dallo stesso Del Bosque, che mai e poi mai si sarebbe voluto ritrovare contro l’Italia. Da una parte un titolo da mantenere ed una tradizione da rispettare, dall’altra la grinta e la voglia di rivincita: Italia-Spagna si prospetta già da ora come una delle partite più calde di tutto l’Europeo. Una partita che ormai abbiamo imparato ad aspettarci ogni quattro anni, una partita che non è mai stata priva di sofferenze e che negli anni recenti ha riservato agli italiani grandi delusioni: stavolta, però, qualcosa potrebbe davvero cambiare. Come si suol dire, “non c’è due senza tre”: per la terza volta in dodici anni, infatti, il match sarà lo stesso. Questa volta, però, l’esito potrebbe essere diverso…