Gds: “Palermo. L’alluvione non fu calamità: niente soldi”

L’edizione odierna de “Il Giornale di Sicilia” si sofferma sull’alluvione del 2020 che ha colpito Palermo.

A quasi due anni dal nubifragio, la beffa per chi attendeva il risarcimento dei danni. Roma ha bocciato la richiesta dello stato di calamità emergenziale, chiesta dall’ex sindaco Orlando nel luglio del 2020, né c’è traccia del bando che il Comune avrebbe dovuto pubblicare, quantomeno per distribuire i 900 mila euro messi subito sul tavolo dalla Regione per gli indennizzi. Molti cittadini intanto hanno avviato contenziosi giudiziari con il Comune, altri hanno atteso invano. «Abbiamo subito capito che non c’erano i presupposti per trattarlo come evento eccezionale – spiega Salvatore Cocina, dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile -. Gli allagamenti sono stati causati dal mancato funzionamento delle pompe idrauliche. Ma Orlando ha insistito e la richiesta è stata fatta.

Roma non l’ha ritenuta fondata. Tra l’altro, serviva una relazione dettagliata con i numeri, quanti automobilisti, quante abitazioni danneggiate». La richiesta per la dichiarazione dello stato di calamità era partita immediatamente, il 15 luglio del 2020, quando il violentissimo nubifragio del giorno del Festino (nell’anno della pandemia) aveva colpito la città, allagando i sottopassi e seminando il panico tra gli automobilisti, rimasti bloccati come nelle barche in uno tsunami. Agenti di polizia che salvavano «a nuoto» passeggeri con l’acqua quasi alla gola, passanti e vigili del fuoco che tiravano a braccio sul ponte bambini. Insomma, una tragedia solo sfiorata grazie a un miracolo, naturalmente, di Santa Rosalia. L’ex sindaco aveva scritto all’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al governatore Nello Musumeci e al prefetto Giuseppe Forlani.

«L’evento, oltre ad avere causato dissesto statico e inondazioni diffuse sull’intero territorio cittadino – scriveva Orlando – ha determinato l’allargamento di diverse zone urbane». Oltre ai mezzi danneggiati, si era registrata anche l’impossibilità per 11 famiglie, per un totale di 28 persone, di rientrare nelle proprie abitazioni, divenute inagibili. Erano finite in albergo. I danni generali, diceva l’amministrazione, ammontavano a oltre 4 milioni di euro. Ma un calcolo preciso non è mai stato fatto. Il bando mai pubblicato Un mese dopo, intanto, Palazzo d’Orleans aveva messo sul piatto 900 mila euro per indennizzare i cittadini. Il Comune avrebbe dovuto avviare l’iter per stabilire modalità e criteri nell’erogazione, facendo uno screening tra le richieste di risarcimento cadute a pioggia tra i suoi vari uffici.

Nel dettaglio, 550 erano state inviate alla mail del Comune, altre 100 alla Protezione civile e 100 ancora all’Avvocatura comunale. La prima delibera di giunta per pubblicare l’avviso e stilare una graduatoria degli aventi diritto è stata approvata a dicembre 2020, ma proprio per l’inesattezza di alcuni passaggi, l’atto definitivo era stato poi materialmente partorito solo oltre un anno dopo, nell’agosto 2021. Un anno per fare le integrazioni a un atto già deliberato. Cosa prevedeva? Intanto la divisione in cinque categorie di possibili beneficiari: 10 mila euro ai senza reddito, da 14 mila a 18 mila a soggetti con Isee molto bassi. Il tesoretto della Regione sarebbe stato così suddiviso: 100 mila euro per i danni alle abitazioni; 150 mila per arredamenti; 350 mila alle attività commerciali e parti comuni di condomini; 250 mila per i veicoli e 50 mila per danni alle persone. La delibera era fatta, ma ad oggi l’avviso per potere accogliere le istanze, sul sito non è stato pubblicato. Perché? I fondi, in questo caso, c’erano. È stato impossibile avere una risposta dal Comune. Calamità o un guasto?

Nelle pastoie della burocrazia si è perso pure il riconoscimento dello stato di calamità. Ricapitolando. A settembre 2020 da Roma fanno sapere che sui tavoli del governo nazionale la richiesta non è stata recapitata. A novembre Musumeci chiede al Comune, attraverso il dipartimento di Protezione civile regionale, di presentare dettagliata relazione sulle cause e sugli effetti dell’evento meteorico, definito eccezionale. Il circostanziato rapporto è pronto e viene spedito il 12 gennaio del 2021: fotografa l’alluvione, analizzando motivi e conseguenze sul territorio cittadino e ribadendo la necessità di risorse economiche (neanche a dirlo urgentissime) al governo centrale. I tecnici e l’ex assessore Maria Prestigiacomo ribadiscono subito che la (ex) amministrazione «è già stata chiamata in causa da soggetti che richiedono risarcimento danni dall’alluvione del 15 luglio. Dagli approfondimenti fatti, la competenza e la proprietà delle aree da cui ha avuto il fenomeno sono della Regione, tramite i torrenti iscritti nel registro delle acque pubbliche». Intanto i dati registrati dalle tre stazioni di telerilevamento ufficiali parlano di una enorme mole di pioggia caduta in tre ore sulla città, in particolare su Sant’Isidoro, la via Celona e viale Michelangelo.