Gazzetta dello Sport: “Derby d’oro, Dybala vs Belotti: fratelli a Palermo, rivali a Torino. La A si gode le gemme più preziose”

“Era già tutto scritto nelle stelle. Il giorno in cui Andrea Belotti esordì in A (31 agosto 2014, PalermoSamp 1­1), fu Paulo Dybala a lasciargli il posto, ma solo dopo aver segnato la sua prima rete in campionato. Il giorno in cui il Gallo fece il suo debutto da titolare (24 settembre 2014, Napoli­Palermo 3­3) e la prima doppietta, la Joya era il suo partner d’attacco e gli servì l’assist per la seconda rete. Si sono conosciuti in B, hanno riportato su il Palermo e sono partiti alla conquista della nuova serie. Insieme in due stagioni hanno fatto 10 gol; sono cresciuti in fretta e adesso sono i ragazzi copertina di Torino e Juventus, la meglio gioventù che offre la nostra Serie A. Il granata ha una clausola da 100 milioni, il bianconero vale almeno quella cifra lì. Nessuno come loro riesce a ingolosire i top club europei, ma le rispettive squadre per ora se li tengono stretti e se li godono. UNO SPOT PER L’ITALIA «Belotti e Dybala sono i due giovani più importanti del campionato italiano ­ dice Massimiliano Allegri ­, anche se non sono gli unici talenti che abbiamo. Il nostro calcio viene spesso denigrato, ma alla fine le grandi squadre straniere vengono a pescare qui da noi. Si vede che così male non siamo…». Max ha fatto crescere Dybala in maniera esponenziale, trasformandolo da prima punta ad attaccante multitasking. Anche il suo valore ha avuto una notevole curva d’incremento, dopo il boom dell’anno scorso in campionato e dopo la consacrazione a livello internazionale nella stagione in corso. La Juventus due estati fa ha investito 40 milioni per strapparlo a Zamparini e alla nutrita schiera di concorrenti, adesso si ritrova tra le mani una pepita d’oro. Il climax del 2016­17 di Paulo, annata iniziata male per colpa di un brutto infortunio che l’ha tenuto fuori a lungo, è stata la gara di andata con il Barça: l’argentino ha oscurato Messi con una doppietta e una prestazione da top player, dimostrando che l’etichetta di «erede di Leo» non è una forzatura. Il giorno dopo la Juve ha annunciato il prolungamento di contratto: due anni in più (fino al 2022) e stipendio vicino a quello di Higuain (7,5 milioni a stagione), riconoscimento giusto e doveroso per quanto fatto. Il Barcellona (e non solo) gli avevano già messo gli occhi addosso, lo show nei quarti l’ha ulteriormente ingolosito. Stasera Dybala cercherà il primo gol nel derby in campionato: al Torino ha segnato due volte, una col Palermo e un’altra con la Juve ma in Coppa Italia. GALLO-KILLER Se il gioiello argentino è stato messo in cassaforte almeno per un po’, quello italiano è esposto in vetrina con un cartellino: c’è scritto 100 milioni, il valore della clausola che bisognerà pagare per portarsi a casa il bomber del Toro. E non sarà facile per le grandi d’Inghilterra altamente interessate e non soltanto per la cifra monstre da versare: gol dopo gol, cresta dopo cresta, Andrea Belotti è entrato in simbiosi con l’universo granata. E si è preso pure l’onore più grande: nel 68° anniversario della tragedia di Superga ha letto tra gli occhi lucidi dei tifosi i nomi dei caduti. Il ricordo degli invincibili si è annodato a quello del campione di oggi, un ragazzotto bergamasco di rara umiltà che dentro al campo cambia pelle. Si trasforma, diventa furibondo come un toro: pure l’impermeabile BBC, nella vittoria sofferta all’andata, ha visto quanto sia difficile marcarlo. In quell’occasione aveva segnato il gol illusorio dell’1­0, seconda rete in carriera ai bianconeri dopo quella realizzata nella sconfitta 1­4 dell’anno passato. A dicembre Belotti aveva colpito pure Allegri, che ieri a Vinovo è tornato a parlare della punta rivale: «È un ragazzo giovane che è cresciuto molto, di grande prospettiva, ha qualità per migliorare ancora e sarà il centravanti della Nazionale per tanti anni». Certo, ci sarebbe la clausola e la Juve su questo campo ha già dato la scorsa estate: «Spenderei 100 milioni per lui? ­ ha continuato Max ­ Il problema è che Belotti e Higuain insieme non si possono far giocare, è impossibile». Di certo, la quotazione di Andrea è lievitata in questa stagione perché siamo di fronte a un esemplare di Gallo­Killer, vista la percentuale realizzativa strabiliante: in campionato 49%, un tiro su due finisce dentro. E pesa anche il lavoro generoso per i compagni, una disponibilità al sacrificio innata che condivide proprio con Dybala. Vedendoli contro stasera, a Palermo si mangeranno le mani: nella gioielleria di Torino, invece, si sfregano gli occhi.”. Questo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”.