Crac Parma: 25 deferimenti, c’è anche Lotito – i dettagli

Proseguono le indagini circa il fallimento del Parma calcio. Di seguito le ultime sugli sviluppi raccontate dall’odierna edizione de “La Gazzetta dello Sport”: “Trentaquattro pagine, venticinque notifiche, svariati capi d’accusa, la sistematica violazione dell’articolo 1 bis del Codice di giustizia sportiva. Ex amministratori, organi di controllo, soci: tutti, chi più chi meno, hanno avuto un ruolo nel penoso fallimento del Parma; tutti finiranno a processo. Dinanzi al tribunale fallimentare e, presto, a quello sportivo. La Procura federale coordinata da Stefano Palazzi, infatti, ha terminato le proprie indagini sul biennio che ha portato al crac e inviato gli avvisi di chiusura, preludio agli imminenti deferimenti, a 23 soggetti e due società, coinvolte per responsabilità diretta. Sono Lazio e Genoa, dove finirono dal Parma rispettivamente Parolo e Rosi, con accordi secondo la Figc che hanno violato le norme federali, e per cui saranno deferiti il presidente biancoceleste Claudio Lotito e l’amministratore delegato rossoblù Alessandro Zarbano. LE ACCUSE Rischiano poco, difficilmente più di un’ammenda. Difficilmente, invece, se la caveranno con poco i responsabili del fallimento del Parma, gli amministratori che hanno amministrato male e i controllori che non hanno controllato. «Gestione antieconomica», che ha generato uno «squilibrio strutturale», con «perdite sempre più cospicue», nonostante le tante «plusvalenze fittizie»: gli scatti che fotografano due anni di gestione scriteriata, in barba al codice civile. L’ex presidente Tommaso Ghirardi rischia la preclusione, l’ex amministratore delegato Pietro Leonardi anni di squalifica, che ne stroncherebbero definitivamente la carriera di dirigente calcistico. Emblematica la storia di Leonardi evidenziata dalla Procura: ha personalmente contribuito ad affossare il Parma ottenendo un finanziamento di 1,2 milioni di euro che solo in parte ha restituito, oltretutto con denaro ricavato da un aumento di stipendio, che si diede da sé“.