Corriere dello Sport: “Incubo finito. Il Palermo degli affaristi e avventurieri è finito ieri”

Sembra ormai giunta al termine l’esperienza dei Tuttolomondo a Palermo, infatti con ogni probabilità il 4 luglio dopo le verifiche della Covisoc, i rosanero saranno relegati in Serie D. L’edizione odierna del “Corriere dello Sport” fa il punto sulle parole del sindaco Orlando, che si è scagliato duramente nella conferenza stampa di ieri a Palazzo delle Aquile contro i proprietari di Arkus Network. Il Palermo degli affaristi e avventurieri è finito ieri. Dovrà nascere in fretta quello che affronterà la serie D cancellando i misfatti dell’ultimo lustro e provando a fare reinnamorare la gente. La fideiussione da 800 mila euro  non è arrivata  della fideiussione e neanche il pagamento alle ultime mensilità dei tesserati, nonostante i proclami di Tuttolomondo e Lucchesi. In tutto questo non sembra sanabile la rottura tra Alessandro Albanese, presidente del Palermo, e i vertici di Arkus, per bocca dello stesso presidente di Sicilindustria: «Non ci è stata data verifica documentale dei versamenti necessari per l’iscrizione. Ho fissato l’assemblea dei soci per il 5 luglio. Sono addolorato, questa carica per me che sono tifoso aveva un valore immenso. Avevo soltanto un ruolo di rappresentanza, non operativo. Ora farò le mie considerazioni», ha detto il presidente rosanero visibilmente contratto.  Il sindaco Orlando è andato oltre. Nella conferenza stampa indetta a Palazzo delle Aquile ha confermato le pessime notizie che gli arrivano da fonti federali. «Ho seguito la vicenda della squadra d’intesa con gli organi nazionali di governo del calcio; mi sono sempre rifiutato di incontrare personaggi “incappucciati”, parlo solo con i soggetti riconosciuti come abilitati. Dai contatti avuti con Gravina e Balata, i nuovi acquirenti che sembravano intenzionati a garantire la permanenza del Palermo in B, non avrebbero presentato in maniera regolare quanto necessario per l’iscrizione in B. Ho parlato col presidente Albanese, resto in attesa di capire che posizione assumerà. Non mi capacito di cosa possa essere accaduto, noi come amministrazione avevamo fornito l’uso dello stadio comunale. E’ una vicenda surreale nella quale non resta che attendere la decisione finale prevista il 4 luglio; il 12 si definiranno le squadre iscritte. Mi auguro che la situazione si possa risolvere e il Palermo possa giocare in B ma il pressappochismo con cui ci si è mossi non lascia ben sperare». Il sindaco ha già le idee chiare sul dopo. «Se il Palermo fosse cancellato  scatta la normativa che consente, d’intesa con la Lega Dilettanti, di esprimere una squadra in serie D. Mio dovere è cercare di salvare il salvabile, per cui non appena sarà formalmente possibile, mi atterrò a quanto previsto e farò pervenire al presidente federale istanza per individuare la società che potrà gestire Palermo in D. E’ la procedura già praticata a Bari, che ha vissuto un’esperienza simile». Era sindaco anche ai tempi della radiazione del 1987: «Analogie? Si arrivò all’iscrizione in C2, oggi posso dire che la città è molto più attrattiva e può attirare anche investitori non locali». Data (purtroppo) per scontata la fine dell’attuale club, i tempi sono strettissimi: entro fine luglio dovrà essere operativo un nuovo Palermo. «Faremo un avviso pubblico per individuare i soggetti gestori, ci sarà una commissione che esamina le richieste, metterò in atto tutti i meccanismi di garanzia compreso un comitato etico per evitare nuovi speculatori. Inseriremo una quota di azionariato popolare con compiti non di governance ma di controllo. Basta con sceicchi e finti imprenditori. Chiederemo un piano triennale per progettare il passaggio dai dilettanti alla B nell’arco di un triennio». Ufficialmente c’è massimo riserbo sui nomi: «Seguirò le procedure previste d’intesa con la Figc. Ho già ricevuto mille proposte ma non ho risposto a nessuno. E’ vero che ho sentito sia Mirri che Ferrero ma è prematuro parlarne oggi».