Bellinazzo: «Pif-Inter, ora non c’è nulla. Suning…»”

Marco Bellinazzo è intervenuto nel corso di “Cominciamo Bene”, programma radiofonico in onda su Radio Nerazzurra, si è espresso sul futuro societario dell’Inter.

Ecco le sue parole:

«Il 19 novembre annuncio da parte dell’Inter? Chi non fa il giornalista può dire ciò che vuole… Non so da dove nascano queste voci, ho notato questo desiderio di aderire all’onda araba sperando che si possano spendere e spandere milioni di euro. A me non risulta nulla, non so di cosa si stia parlando. Quello che so dell’attenzione del fondo PIF in Italia l’ho raccontato, poi ci sono anche ragioni di logica che mi portano a escludere un tipo di operazione come quello che si profila. Poi si sa, il mondo della finanza è strano, ma mi sembrerebbe strano, anche considerando quello che è stato detto non più tardi di due giorni fa dall’amministratore delegato dell’Inter, Alessandro Antonello. Suning costretto a vendere altri big in estate? Dipende, ad esempio, da come si va in Champions League, quanti soldi entrano. È evidente che, partendo da un passivo caratterizzato da elementi strordinari, il rosso strutturale dell’Inter è di un centinaio di milioni. Sono stati fatti degli errori, in parte per la volontà di rinforzarsi, acuiti poi dalla crisi legata al Covid, e sono stati fatti dei contratti molto onerosi per giocatori che poi non hanno reso, ma questo fa parte delle dinamiche e delle scelte dei direttori. Posto questo, la bravura del management sta nell’imparare dgli errori e correggerli in corsa, dando continuità. Bisogna in questo momento tenere distinti quelli che sono il destino della famiglia Zhang da quello che è la situazione attuale del gruppo Suning e le prospettive dell’Inter. La famiglia Zhang indubbiamente si è indebolita all’interno di Suning, sia pure non in maniera drammatica: ha ceduto quote per le direttive del governo di Pechino. Ma all’interno del gruppo SUning sono subentrati altri gruppi, che paradossalmente lo rendono ancora più solido. Dopo di che è evidente che, se ti pongono situazioni di autofinanziamento del club – posto che Suning ha messo più di 600 milioni nei primi 4 anni e non ha certamente lesinato risorse – si pone un problema a livello di quello che potrà fare l’Inter nei prossimi anni, questo è oggettivo: bisognerà finanziare il nuovo stadio, tenere la rosa a un certo livello, e finchè l’Inter non raggiungerà i 500 milioni a livello strutturale non garantisce autosufficienza, se non attraverso operazioni di mercato e cessioni».