Baggio: «Non volevo fare il film, ma mi hanno convinto. Mazzone? Un secondo padre»

Alla presentazione del suo personalissimo film in uscita su Netflix il 26 maggio, il Divin Codino Roberto Baggio ha commentato così, come riportato da “Tuttomercatoweb.com”: « E’ emozionante, non succede spesso. Tante tensioni e tante domande. Io non volevo fare il film perché alla dine dicevo cosa vuoi che interessi alla gente della mia storia. Grazie alla spinta del mio manager e di mia moglie l’ho fatto. Ero prigioniero della mia timidezza e mi sentivo inutile per una cosa così grande. Pensi sempre che le storie degli altri abbiano più valore. Per fortuna vivo una vita molto semplice fatta di piccole cose ed è la mia natura che mi porta a questo. Oggi se uno prende le cose troppo sul serio finisce male. È un fatto di protezione che uso quello di starmene un po’ tranquillo. Ho pianto come un bambino sentendo la canzone di Diodato perché sono quelle cose che ti toccano profondamente. Ha scritto una poesia».

Infine si sofferma sul rapporto con Carlo Mazzone: «ono legato a Mazzone perché è stata una persona importante che mi ha recuperato in un momento nel quale non trovavo squadra e si è formato un legame sincero e spontaneo. È stato come un secondo padre. La gente che viene allo stadio è la parte più sincera del calcio e per questo ho sempre avuto un grande rispetto».