Caserta-Juve Stabia: «Finire così, un’avventura così bella fa male»
Sono state settimane decisamente complicate per Fabio Caserta, sospeso fra un possibile matrimonio, mai avvenuto, col Palermo ed un disastroso finale di stagione alla guida della Juve Stabia, culminato con la retrocessione delle Vespe in serie C. Intervistato da “Tuttomercatoweb.com”, il mister calabrese ha parlato non solo del suo futuro, ma anche del recentissimo passato:
«Le voci che mi volevano al Palermo mi hanno dato fastidio, ma il tempo è galantuomo e la verità viene sempre a galla. Non avrei mai preso accordi con un’altra società a campionato in corso, soprattutto per rispetto verso la società e la tifoseria. Chiudere l’avventura a Castellammare in questo modo crea sicuramente un grosso dispiacere. Terminare un ciclo fa parte del calcio, ma farlo con la retrocessione in serie C è molto più doloroso. Ma sono innamorato della città, della squadra e della gente, auguro loro tutto il meglio possibile.
Dopo la sconfitta di Cosenza sono tornato a casa, ho spento il cellulare e ho preferito metabolizzare l’accaduto in solitudine. Mai avrei pensato di vivere un dolore sportivo del genere, non mi era mai successo in carriera e mi dispiace tanto. Il lavoro è stato buono, non meritavamo di andare in serie C. L’unica consolazione è che ho la coscienza pulita: ho dato l’anima per la Juve Stabia. Ora la vita continua e bisogna guardare in avanti; l’apprezzamento degli addetti ai lavori fa piacere. Le persone che masticano calcio sanno bene che l’operato di un professionista non può essere giudicato in base ad un mese e mezzo ricco di difficoltà. Ci sono stati dei contatti col Perugia, staremo a vedere come finirà.
Voglio ringraziare la piazza per la grossa mano che ha dato alla squadra. Sono orgoglioso di aver rappresentato i colori della Juve Stabia prima come giocatore e poi come allenatore. A prescindere dai risultati sportivi mi hanno apprezzato come uomo e questo è il riconoscimento più importante».
