Stupro Palermo, le bugie del minorenne: «Ho sbagliato, ma ho aiutato la ragazza»

Al giudice non ha negato di aver partecipato allo stupro, l’unico degli stupratori che al momento dei fatti era ancora minorenne. Durante l’interrogatorio si è identificato come una sorta di “salvatore” della ragazza, raccontando di essere stato lui ad aiutarla quando aveva capito che stava male e a soccorrerla dopo l’aggressione.

Ciò comunicato dal ragazzo però non coincide con le chat ritrovate e con i messaggi scambiati con l’amico in cui ribadiva: “L’ammazzammu, ti giuro, n’addivertemmu, troppi cianchi… Troppo forte!”. A quel punto, secondo l’indagato, come riportato da palermotoday, “Flores ha proposto di andare in un posto che conosceva vicino al Foro Italico. Siamo entrati, la ragazza era ancora cosciente. Io sono stato il primo ad avere un rapporto con lei… Poi dopo due minuti mi sono vestito, ho alzato la testa, non so cosa mi sia successo, ma improvvisamente mi sono ripreso dall’ubriacatura, perché l’ho sentita gridare, mi sono girato e l’ho vista svenire… Sono andato dagli altri e li ho spinti e ho detto di smettere subito e di lasciarla andare perché stava male. L’ho presa, l’ho fatta appoggiare e l’ho aiutata a vestirsi. E’ caduta di nuovo, le ho evitato di sbattere la testa a terra, ho provato a rassicurarla. Poi è arrivata una chiamata al suo cellulare da parte del suo ragazzo e ha bloccato la chiamata. Ha chiamato di nuovo e lei non ha risposto. La terza volta è stata lei a chiamare lui per dirgli che stava male. Io in sottofondo le ho detto di farsi chiamare un’ambulanza, le ho detto che l’avrei aiutata ad appoggiarsi ad un muretto e chi io me ne sarei andato all’arrivo dell’ambulanza… Non era in grado di ragionare né di badare a se stessa”.