Inghilterra, dramma coronavirus. Il padre di un italiano: «Mio figlio con febbre a 39.5, ma…»

In Inghilterra la situazione Coronavirus, potrebbe presto degenerare. Secondo quanto riporta “Ilfattoquotidiano.it”, Fabio, un ragazzo di 22 anni che vive in Gran Bretagna, è da cinque giorni a casa con febbre a 39.5 e tosse: dopo giorni di appelli inascoltati, un medico italiano, al telefono, gli ha diagnosticato la polmonite. La mamma, Angela, 51 anni, anche lei da giorni con la tosse ma senza febbre, prosegue invece il suo lavoro di assistenza sociale agli anziani. E poi c’è Claudia, 27 anni, sociologa, che prosegue il suo lavoro di libera professionista, fra appuntamenti, convegni e riunioni di lavoro. Una scena impossibile in questo momento in Italia, perché al giovane avrebbero fatto come minimo il test per il Covid-19 e tutta la famiglia sarebbe costretta alla quarantena. Anzi, oggi come oggi rischierebbero l’arresto. Angela, Fabio e Claudia – i nomi sono di fantasia – invece, si trovano a Londra, dove la vita continua normalmente, in nome della “immunità di gregge” teorizzata dal primo ministro Boris Johnson. «Hanno paura, vorrei portarli in Italia perché qui starebbero al sicuro, ma non so come», dice Massimiliano, il papà, che vive a Roma. «Da giorni mia moglie – spiega Massimiliano – sta cercando di contattare il 111 (il numero messo a disposizione dal servizio sanitario inglese, ndr) per far fare il tampone a nostro figlio e, nel caso, ricoverarlo. Da piccolo il ragazzo ha avuto problemi respiratori e abbiamo paura. Ma le telefonate vengono totalmente ignorate. Le rispondono che è giovane e che finché non ci sono sintomi gravi i tamponi non vengono fatti, né possiamo ottenere una visita a domicilio”. I sanitari del numero messo a disposizione dalle autorità britanniche hanno anche voluto parlare direttamente con Fabio, per poi riferire alla madre: «Finché non ci sono sintomi gravi il ragazzo resti a casa e faccia la quarantena». «Ti dicono – aggiunge Massimiliano – di lavarti le mani e consultare internet».