Gds: “Calandra l’«eroe»: «Avevo studiato…»”

L’edizione odierna del “Giornale di Sicilia” riporta le dichiarazioni di Calandra, portiere palermitano del Troina: «Ho smesso per un anno, per me era un capitolo chiuso. Adesso si è riaperto e non voglio fermarmi. Devo ringraziare tutta la mia famiglia, che mi ha spronato a tornare, oltre a Boncore e Gagliardi». Cresciuto sui campi del Calcio Sicilia, il vecchio Palermo lo aveva preso con sé per il settore giovanile, ma il percorso di Calandra in rosanero si è fermato agli Allievi Regionali. Da lì, il Crotone, che lo fa arrivare fino alla Primavera, e la prima grande chance col Fondi in Serie D: «Ho vinto il campionato e la finale di Coppa Italia, parando due rigori». Una dote innata, per questo giovane portiere che ha iniziato a parare i tiri degli amici per strada in zona Fiera e che ha ipnotizzato i bomber del Palermo: «Sul primo rigore ho studiato, il secondo è roba mia. Altre volte Ricciardo aveva calciato centrale, mentre Sforzini me lo sentivo che calciasse lì. Fortunatamente questa dote l’avevo già da ragazzino. Abbiamo portato a casa un punto importantissimo, in uno stadio dove si vive di calcio. Da palermitano è una doppia soddisfazione, qui siamo in nove ad esserlo e non era facile». Soddisfatto il tecnico Boncore: «L’emozione è tanta, sono cresciuto con quel gruppo in curva. Questa era una vetrina importante per i miei ragazzi, sono contento di allenarli. La soddisfazione più grande è sapere che quattro-cinque di loro, tra un anno, saranno tra i professionisti».