Gds: “2010/2020, i rosanero dal sogno Champions ai dilettanti. Serie A, fallimento e rifondazione Palermo, 10 anni sull’altalena”

L’edizione odierna del “Giornale di Sicilia” si sofferma sul decennio 2010/2020 del Palermo. Dal sogno Champions all’incubo dei dilettanti. Il Palermo chiude il decennio in vetta al girone I di Serie D. Un tracollo estenuante, con una rinascita che ha riavvicinato la gente ai colori rosanero. Il capoluogo ha visto sbocciare il talento di Pastore, Sirigu e Kjaer, illudendosi in un exploit di Hernandez. Tutti elementi che, uniti alle reti di Miccoli e Cavani, lanciano i rosa in orbita. L’anno inizia con un 1-1 in casa della Sampdoria e, di fatto, finirà con lo stesso identico risultato nella gara di ritorno al “Barbera”, un vero e proprio play-off per Champions League. A Pazzini risponde Miccoli, poi allo scadere Budan sbaglia un gol che lascia ancora di stucco. Sfuma il sogno. Il Palermo riparte dagli sconosciuti sloveni Ilicic e Bacinovic, il loro rendimento è straordinario, ma a metà campionato crollano. Il punto più basso, al «Barbera» contro l’Udinese: 0-7 e Rossi esonerato. Il tecnico tornerà in sella dopo 4 vittorie, trascinando il Palermo verso la finale di Coppa Italia, vinta dall’Inter grazie alle prodezze di Eto’o, all’Olimpico finisce 3-1 per i nerazzurri. Nel 2012, il Palermo viene eliminato nel terzo turno preliminare di Europa League dal Thun. In prossimità del Natale, Mangia si presenta ironicamente in sala stampa con un panettone, ma di fatto non lo mangerà mai: il 18 dicembre perde a Catania e viene esonerato. Al suo posto Mutti, che inizia malissimo (un punto in tre gare), ma poi ingrana con 10 punti in 4 partite, incluso il 4-4 in casa dell’Inter. Nel 2013, l’unico a tirare la carretta è Miccoli e il Palermo affonda, Zamparini caccia dirigenti e allenatori per poi richiamarli. Il Palermo, a nove anni dal ritorno in A, ritrova la Serie B. Il 2014 è l’anno dei record, 86 punti in Serie B, come nessun altro nel torneo cadetto. La rinascita di Vazquez è il capolavoro di Iachini, e il suo gol sancisce la promozione in A con cinque turni d’anticipo. Nel 2015 esplode Dybala e il Palermo chiude l’anno del ritorno in A con 49 punti. Il talento argentino viene acquistato dalla Juventus. Va via anche Belotti e il problema saranno i sostituti: Trajkovski e Djurdjevic non si avvicineranno nemmeno al loro rendimento. Il 2015 si chiude con Ballardini, subentrato a Iachini, silurato da Sorrentino in diretta tv. Arrivano Viviani, Schelotto che deve essere supportato da Tedesco, Iachini, Novellino e Ballardini, che poi fa pace con Sorrentino e torna in panchina. All’ultima giornata, 3-2 cardiopalma col Verona e i 33 mila del “Barbera” possono esultare, mentre la squadra va in pellegrinaggio da Santa Rosalia. Nel 2017, l’inizio della fine, il Palermo retrocede ad aprile con una girandola di allenatori, passando da Ballardini a De Zerbi, fino a Corini e Diego Lopez. Bortoluzzi arriva a danno già completato. Zamparini annuncia la cessione a Baccaglini, che non si completerà mai, scatenando l’ira della piazza. Allo stadio non va quasi più nessuno. Nel 2018 palloni volanti a Frosinone nella finale play-off e sfuma la Serie A per il Palermo, che porta avanti una lunga battaglia legale. Nel frattempo, il club deve affrontare l’istanza di fallimento avanzata dalla procura. Fuori dal campo si susseguono gli aspiranti acquirenti: Follieri, Ponte e altri. Ma il club finisce agli inglesi della “Sport Capital Group”. Il 2019 è l’anno più nero, Foschi e De Angeli firmano un accordo commerciale con la Damir della famiglia Mirri, che versa 2,8 milioni in cambio della gestione quadriennale della pubblicità. A marzo arrivano altri 2,8 milioni in prestito da un’azienda del figlio di Zamparini. Successivamente, la società viene ceduta ad Arkus Network di Salvatore Tuttolomondo, che rileva il Palermo. Due giorni dopo il closing, la Procura federale deferisce il club per falso in bilancio legato all’operazione Alyssa. In primo grado è retrocesso in C, in secondo grado se la cava con un -20 in classifica. Al momento di iscriversi in B, però, non vengono immessi soldi. L’U.S. Città di Palermo fallirà qualche mese dopo, mentre Mirri si mette in società con l’italo-americano Di Piazza per far ripartire il calcio in città dalla Serie D, con la SSD Palermo. Tra i dilettanti la partenza è straordinaria, con dieci vittorie di fila, ma l’anno finisce con qualche frenata.