Escl. Serena: «Palermo può sfruttare situazione ambientale sfavorevole all’Inter. Spero che i rosanero si salvino, su Vazquez dico…»

Il Palermo domenica sera farà visita all’Inter di Roberto Mancini. Partita delicata per entrambe le squadre: i rosanero sono reduci dal pareggio interno contro il Bologna che ha permesso loro di guadagnare un punto rispetto la terzultima posizione, mentre i nerazzurri hanno perso sul campo della Juventus accentuando ancora di più la crisi di risultati. In occasione della sfida contro l’Inter abbiamo intervistato in esclusiva Aldo Serena, ex attaccante dell’Inter e della Nazione Italiana, che ad Ilovepalermocalcio.com ha parlato dei problemi che stanno attraversando entrambe le compagini e di cosa attende il Palermo nel posticipo di domenica…

Domenica sera si affrontano Inter e Palermo. I nerazzurri di Mancini, dopo un brillante girone d’andata, sembrano essere entrati in una crisi di risultati e stentano a trovarne l’uscita. Cosa deve aspettarsi il Palermo?

«Innanzitutto troveranno un ambiente bellicoso. Uno stadio che conosco bene, i tifosi sono abbastanza delusi quindi il Palermo potrebbe sfruttare questa situazione ambientale. Situazione che invece potrebbe diventare sfavorevole per i giocatori dell’Inter in campo. Se il pubblico comincerà a far sentire la propria insoddisfazione è probabile che per la squadra di Mancini la partita diventi difficile sotto il livello mentale. Giocare con il pubblico che ti fischia non è bello, non si ha la tranquillità per far le giocate giuste. Quindi per gli uomini di Iachini questa situazione potrebbe essere favorevole, ma dall’altra parte troveranno una squadra molto carica perché dopo aver vinto con la Sampdoria, lo stop con la Juve in campionato è stato pesante nonostante un primo tempo in cui ha giocato bene e a viso aperto. Poi un errore individuale li ha affossati».

Da dove nascono i motivi di questa crisi?

«Credo siano vari. Forse un eccessiva valutazione della squadra nerazzurra in autunno quando sembrava imperforabile nella fase difensiva e bastava un “golettino” per potare a casa i tre punti, quindi tutti si aspettavano una crescita sotto il profilo del gioco. L’equazione era: se l’Inter è in testa giocando in maniera semplice, allora quando i giocatori troveranno un gioco più di squadra probabilmente migliorerà. Invece è stato il contrario, perché la fase difensiva ha cominciato avere delle problematiche dalla partita con il Carpi in poi. I vari Handanovic, Miranda e Murilio non sono stati perfetti come in altre occasioni e si è inclinata questa solidità; in più la fase offensiva è rimasta sempre un po’ latitante, Icardi sembra essere diventato un oggetto misterioso. Lo stesso Eder non sta dimostrando le qualità mostrate altrove, anche se ha l’attenuante di essere arrivato da poco ed in tutte le squadra dove ha militato ha fatto fatica all’inizio».

Qual è la sua idea sul Palermo di Beppe Iachini?

«Per la squadra rosanero è un po’ un campionato da montagne russe sotto tutti i punti di vista. E’ una squadra che ha un potenziale superiore rispetto alla classifica odierna. I vari allenatori che si sono susseguiti non sono riusciti a trovare una formula giusta, io penso che la rosa abbia delle qualità importanti con giocatori cosiddetti “anziani” come Gilardino, ma anche delle belle promesse come Quaison e Vazquez. Iachini arriverà a giocare la partita di domenica contro l’Inter con un atteggiamento prudente, abbastanza coperto per poi sfruttare le ripartenze con la vena creativa del “Mudo”. E’ sicuramente un momento difficile per i rosanero, i 4 punti di vantaggio rispetto al Frosinone potrebbero non bastare visto gli impegni contro Inter e Napoli».

A proposito di Vazquez, qual è il suo giudizio sul campionato del numero 20 rosanero? Doveva essere l’anno della consacrazione, invece alle volte sembra faticare…

«I numeri dicono che sta facendo bene, tocca tantissimi palloni e nei dribbling è in testa alle classifiche. Sta vivendo delle difficoltà così come tutta la squadra. Il Palermo si aggrappa alle sue giocate, alle volte il “Mudo” riesce a dare quella marcia in più, altre volte meno. Sicuramente è un giocatore di livello superiore, mi piaceva tantissimo nello scorso campionato ammirare le sue giocate assieme a Dybala, si vedeva che oltre all’intesa tecnica avevano anche un affinità fuori dal campo. Due calciatori, ma soprattutto due persone che si stimavano e si trovavano a meraviglia. E’ un peccato che i due non giochino più insieme».

Sulla partita che può giocare il Palermo a Milano ha fatto cenno ai contropiedi veloci. Gilardino non ha nelle proprie corde questo tipo di gioco, è adatto alla tattica di Iachini?

«Io penso che Gilardino sia adatto al gioco di questa squadra. Uno come lui in area è sempre pericoloso, non ha perso quell’intuito che gli ha permesso di segnare tanti gol. Anche partendo dalla panchina, quando la squadra è in difficoltà e deve esprimere un gioco offensivo buttando palloni in avanti. Gilardino nella mia squadra ideale lo terrei sempre, magari non titolare in ogni occasione, però è quel giocatore che anche in 20 minuti può darmi tanta qualità in area di rigore avversaria».

Secondo lei il Palermo riuscirà a raggiungere una salvezza tranquilla?

«Io spero per la squadra che il cambio di allenatore porti i risultati sperati anche se ho paura che, essendo diventata una consuetudine, non sortisca gli effetti desiderati. Ricordo che quando giocavo io il cambio di guida tecnica, anche se successo poche volte, si faceva per dare la scossa e i mesi successivi erano sempre frenetici. Quando si cambia un’allenatore c’è sempre quella grinta, quella adrenalina, quella volontà ed ho paura che per i rosanero si sia perso questo fattore. Iachini è un buon motivatore, saper vivere momenti di difficoltà profondi come questo è importante per l’allenatore. Tra tutti i tecnici passati in questa stagione per il Palermo è quello più giusto per raggiungere la salvezza. Avere 4 punti di distanza dal Frosinone è un buon margine, anche se il calendario soprattutto nelle prossime due partite, mette di fronte avversari difficili».