Corriere dello Sport: “Bologna, agguato in discoteca. Calciatore ricoverato e operato. Il primavera aggredito: «Sì, sapevano chi ero»”

L’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” si sofferma sulla vicenda che ha visto coinvolto un calciatore del Bologna Primavera.

Gli hanno rotto la mandibola a calci e pugni per vendicarsi, e poi sono scappati. E’ successo nella notte tra sabato e domenica, fuori dal locale Numa, nella prima periferia di Bologna. La vittima è un calciatore della Primavera del Bologna, 19 anni: ricoverato al Maggiore, è stato operato lunedì. Ieri alcuni compagni di squadra della Primavera e alcuni dirigenti dello staff del settore giovanile rossoblù sono stati a trovarlo all’ospedale. E’ possibile che oggi anche qualche dirigente della prima squadra faccia visita al ragazzo. Ci vorrà del tempo prima che possa tornare a giocare. Prima del fatto, stava anche recuperando la condizione atletica da un infortunio. Ma è della drammatica esperienza che la giovane promessa rossoblù farà fatica a liberarsi. Il Bologna si è subito attivato e ha verificato con la Questura i fatti. Ne ha ricavato un quadro preciso: il giovane calciatore si è trovato di fronte a una situazione imprevista e non facilmente gestibile, ha agito in maniera appropriata. E’ stato vittima di un «agguato», come lo ha definito lui stesso dal letto d’ospedale.

Stando a quanto ricostruito finora dalla polizia, che sta svolgendo le indagini, sarebbero stati almeno in cinque a scagliarsi contro il ragazzo del Bologna. Dopo la partita dell’Under 19 contro il Cagliari, sabato 6 novembre, il giovane aveva deciso di prendere un tavolo nel locale di via Alfieri Maserati, intorno alla Fiera. Con lui c’erano alcuni amici, altri calciatori della Primavera e non, e le fidanzate. Durante la serata una baby gang avrebbe iniziato a lanciare cubetti di ghiaccio, a insultare il giocatore e i suoi amici. Dopo un primo, acceso confronto tra i due gruppi, uno dei compagni del ragazzo avrebbe deciso di far intervenire la sicurezza. La situazione stava degenerando.

L’aggressione, compiuta da cinque ragazzi descritti come di origine maghrebina, è avvenuta però fuori dal Numa a serata ormai finita. La vittima aveva chiamato la madre per farsi venire a prendere. Erano circa le 5.30 di domenica mattina: il 19enne stava aspettando il passaggio per tornare a casa, quando, in un attimo, sarebbe stato raggiunto, accerchiato e pestato dai cinque. Le prime indagini darebbero per certa l’individuazione di un primo nominativo legato ai responsabili, sui quali si starebbero facendo ulteriori accertamenti per poi risalire a tutti i componenti della gang. Le forze dell’ordine sono già al lavoro. Anche su un circuito di telecamere della discoteca che potrebbe fornire ulteriori elementi. Sul posto, prima sono intervenuti gli agenti delle Volanti, ma sul caso ci sono anche la Mobile e la Scientifica. Il giovane rossoblù è un attaccante che spesso è stato inserito nella lista dei convocati della prima squadra. Con il Bologna è stato in ritiro ed è già nel giro azzurro dell’U18. «Ho avuto paura e sono traumatizzato. Ma poteva finire peggio», ha detto dall’ospedale. E ancora: «Mi dicevano: vuoi continuare a giocare a calcio? Allora corri più veloce. Sapevano chi ero».

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