Coronavirus Italia, spostamenti a Natale. Sileri: “Meglio una chiusura”

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, è intervenuto ad Omnibus su La7 per dire la sua in merito al possibile dietrofront del governo sugli spostamenti tra comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. L’esponente dell’esecutivo però dichiara contrario a tutto questo e spera in una chiusura.

“Oggi dico che è meglio una chiusura. Ieri – argomenta Sileri – abbiamo avuto oltre 800 morti, abbiamo 60mila morti, forse arriveremo a 100mila. Dobbiamo resistere, cosa ci costa resistere altre 2 settimane?”.

Sileri prosegue affermando che da parte del governo non c’è nessuna marcia indietro, ma solo una valutazione delle molte richieste arrivate da più parti.

“Ritengo – dice il viceministro della Salute – che ora sia sconsigliabile e spiego perché. Il 26 novembre negli Stati Uniti c’è stato il Giorno del Ringraziamento, i numeri dimostrano che negli Usa c’è una ripresa del contagio. La rigidità nel periodo natalizio è necessaria per ridurre il rischio di una terza ondata. Nel momento in cui aumentano i contatti, è inevitabile che aumentino i contagi e i morti”.

Il dpcm per Sileri è e dovrà rimanere duro, con tutto il disagio da parte dell’esecutivo di costringere gli italiani ad un Natale decisamente più sobrio del solito.

“Secondo punto – prosegue il viceministro della Salute – c’è un numero troppo alto di decessi. Terzo punto: gli ospedali non possono concentrarci esclusivamente sul covid, ci sono altre patologie. Bisogna resistere nell’ultimo miglio di una maratona, arriverà il vaccino e poi la strada sarà in discesa. Le misure sono rigide – conclude – ma bisogna resistere”.