Gds: “Muore a 10 anni a Palermo per una folle sfida via social. Crepet «Su internet si insegue il profitto. Ma sta a noi educare all’uso dei cellulari»”

Maurizio Costanzo Show

L’edizione odierna del “Giornale di Sicilia” riporta le dichiarazioni dello psichiatra Paolo Crepet, in merito alla tragica scomparsa di Antonella Sicomero.

«Non difendo i social, mi limito a constatare che fanno il loro mestiere. Rappresentano una realtà commerciale che persegue l’obiettivo più ovvio, quello di aumentare la clientela: accreditare a un social un impegno morale ed etico è un’illusione, è un’ingenuità spaventosa dell’Occidente. Se sono diventati una sorta di baby sitter, la responsabilità non è loro ma dei genitori.

Io non voglio parlare del caso specifico di cui non conosco i particolari ma ne traggo delle conclusioni generali: a 10 anni una bambina è una bambina e non può essere trattata da adolescente, non le si può dare alcuna responsabilità né la libertà di azione e distruzione tipica di chi ha qualche anno in più».

«Io credo che non si debba permettere a un figlio di 10 anni di possedere un proprio telefonino. A 10 anni al massimo può usare per mezz’ora quello della mamma e stop. E’ diseducativo e, ancora prima di quell’età, è dissennato».