Il direttore della Rianimazione di Bergamo lancia l’allarme: «Ora arrivano pazienti più giovani»

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«La gente deve capire che deve stare a casa. È l’unico modo per vincere questa battaglia.Le terapie intensive sono sotto pressione, soprattutto a Bergamo, dove abbiamo picchi enormi. Il tipo di paziente sta cambiando, è un po’ più giovane, ha dai 40 ai 45 anni, e un po’ più complicato. Stanno arrivando persone che si sono ammalate sei o sette giorni fa e si sono curate a casa, ma poi le condizioni sono diventate sempre più critiche. Qui abbiamo 88 posti letto di terapia intensiva, di cui 60 sono occupati da persone in terapia intensiva per Covid-19. Circa 45 persone sono intubate, le altre hanno caschi Cpap o sistemi meno invasivi. Dall’inizio dell’epidemia abbiamo dimesso nove pazienti. Ne dimettiamo due o tre al giorno, ma ne rientrano cinque o sei al giorno». Queste le parole di  Luca Lorini, direttore dell’Unità di Anestesia e rianimazione 2 dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, in un’intervista a Rai News24 in merito all’emergenza Coronavirus.