Iachini si salva, il Palermo ritrova la vittoria. E il bel gioco? Beh, quello magari un’altra volta…

Che quella contro il Chievo sarebbe stata una battaglia sportiva c’erano pochi dubbi. Tra l’osticità dei clivensi e il clima da ultima spiaggia sulla sponda rosanero, non ci si poteva aspettare qualcosa diverso. Con le unghia e coi denti il Palermo è riuscito a strappare ciò che tanto cercava da tempo: i tre punti al “Barbera”. Settantasette giorni dopo i tifosi palermitani ritornano a gioire tra gli spalti, una sensazione che quasi stava per essere dimenticata. Una gara sofferta, sudata, combattuta, in bilico fino all’ultimo secondo, che alla fine ha premiato Sorrentino e compagni, che possono trascorre due settimane senza il fiato sul collo.

Chi più di tutti non avrà fiato sul collo, almeno fino alla prossima partita contro la Lazio, è mister Beppe Iachini, che aveva raccolto l’ultimatum lanciatogli dal presidente Zamparini e che adesso prolunga di almeno altri quattordici giorni la sua permanenza sulla panchina del Palermo. Il tecnico si salva, riesce ad evitare l’esonero e l’ennesimo ribaltone che, con tutta sincerità, poteva rappresentare un’arma a doppio taglio. Tutto il gruppo segue Iachini, lo venera, lo ama. Lo ha dimostrato soprattutto durante la seconda frazione di gioco, dove ha tirato fuori tutto il proprio orgoglio alla ricerca di quel gol che lo avrebbe salvato. Ci ha pensato Gilardino a regalargli un’altra chance, ma il suo colpo di testa è come se lo avesse fatto tutta la squadra.

Quindi la vittoria è tornata a farsi viva nella vecchia “Favorita”, e Iachini può disfare nuovamente le valigie. Ma il bel gioco? Per quello, ahinoi, bisognerà ancora aspettare. La vittoria spazzerà via qualche mugugno per un po’, tuttavia non è ancora un Palermo attraente. A dire il vero tutt’altro. Il risultato finale è cambiato, ma si è rivisto lo stesso atteggiamento e gli stessi limiti che hanno caratterizzato queste prime dodici giornate di campionato: poca mole di gioco prodotta, occasioni da gol che si contano sulle dita di una mano, tanta imprecisione. I fischi del “Barbera” all’intervallo sono la prova lampante che ancora una volta questa squadra non convince. Il secondo tempo ha portato la rete del vantaggio e i tre punti ricercati, ma a parte un po’ di spavalderia in più da parte dei rosa Bizzarri ha corso davvero pochissimi pericoli. Sarà il modulo che è sbagliato sbagliato? E’ una questione di uomini e di posizioni sbagliate? Forse è la mentalità con cui la squadra scende in campo che non è quella più appropriata? Probabilmente è un mix di questo e tanto altro ancora. Quel che è certo è che il Palermo non piace nemmeno un po’ e non ci vittoria che tenga.

Qualcuno direbbe “Chi troppo vuole nulla stringe”. Forse è vero, forse no. Di certo tutti vorrebbero poter assistere ad una squadra che, nei propri limiti, si diverta in campo e allo stesso tempo faccia divertire il pubblico. Intanto Iachini si è salvato e il Palermo ha vinto. Per il bel gioco, beh, magari sarà per un’altra volta…