Gds: “Palermo, dopo l’omicidio scoperti soldi e armi”

L’edizione odierna de “Il Giornale di Sicilia” si sofferma sull’omicidio allo Sperone.

A terra, nel luogo teatro dell’omicidio che si è consumato allo Sperone lunedì scorso, erano stati trovati bossoli diversi dalle due armi che Camillo Mira, reo confesso dell’omicidio di Giancarlo Romano e delle gravi ferite ad Alessio Caruso che ancora lotta tra la vita la morte, aveva consegnato ai poliziotti. Qualche altra pistola, quindi, era stata utilizzata. Gli agenti potrebbero avere trovato proprio quello che cercavano, assieme ad un bel pacco di soldi, ben 370 mila euro complessivamente, scovati durante la serie di perquisizioni a tutto campo scattate nella notte tra giovedì e ieri tra Zen, Brancaccio e il centro città per setacciare le zone a più alta densità criminale.

Oltretutto quel che è stato trovato potrebbe, in qualche modo, avvalorare le prime ipotesi investigative: indizi ancora ovviamente al vaglio degli investigatori, ma che porterebbero dritto ad ingenti traffici, quelli di droga e del mondo delle scommesse clandestine. Non trapela altro da questa attività investigativa, non è escluso che possano saltare fuori altri spunti interessanti mirati a svelare tutti i retroscena dell’omicidio di Romano, ritenuto uomo in ascesa nell’ambito della criminalità organizzata.

L’operazione organizzata dalla questura, alla quale hanno partecipato un centinaio di uomini di squadra mobile, digos, commissariati cittadini, reparto prevenzione crimine, scientifica e diverse unità cinofile, è direttamente collegata proprio al delitto. In questo contesto è stato arrestato un uomo perché deteneva illegalmente nella propria abitazione una pistola revolver calibro 38 e diverse munizioni.