Corriere dello Sport: “Grasso: «Italia, Palermo ecco il mio calcio. Io tifoso rosa sin da bambino. Zamparini presto sarà rimpianto»”

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“In mezzo ai mille impegni istituzionali, durante la visita a Lampedusa per il premio giornalistico “Cristiana Matano”, dopo aver visitato l’hotspot e aver assistito a uno sbarco di migranti, trova il modo di parlare di calcio. Perché Piero Grasso, 71 anni, seconda carica dello Stato italiano, presidente del Senato ed in precedenza magistrato in prima linea nella lotta alla mafia, è un appassionato nel senso puro del termine. Lo sport lo diverte e lo intriga come accade a qualsiasi tifoso ma è anche vissuto come un momento di crescita e formazione. Del resto, Grasso non è solo un osservatore ma un praticante: ancora alla sua età, gioca quando può a calcio o a tennis e da ragazzo ha militato nei settori giovanili dei vivai palermitani. Nella sua recente visita a Lampedusa, l’8 e il 9 luglio, ha partecipato fra l’altro ad una partita simbolica con una squadra di migranti, cui ha voluto dare significativamente il calcio d’inizio. E in quell’occasione, Grasso ha raccontato in esclusiva al Corriere dello Sport-Stadio il suo rapporto con lo sport. Presidente Grasso, fra tanti aspetti controversi, il calcio stavolta dà un chiaro messaggio di solidarietà. «Non c’è dubbio che il calcio possieda un elevatissimo valore sociale e in questo caso anche di integrazione. La stessa formula del gioco lo suggerisce. L’agonismo viene sempre esaltato attraverso un lavoro di squadra, è più importante l’unione fra le varie componenti che permette di ottenere un risultato anche se non si hanno fuoriclasse. Ci si deve aiutare e questo in una terra come Lampedusa, abituata alla collaborazione, risalta ancora di più. E poi il calcio è fatto di regole: in campo c’è un arbitro che può sbagliare ma deve essere rispettato ed è indispensabile per la disputa della gara. Questo è il messaggio che deve passare ai giovani». Lei da ragazzo ha giocato con discreti risultati. «Centrocampista, era un ruolo che mi faceva sentire “parte di un tutto”. Per questo mi è sempre piaciuta la canzone di Ligabue “Una vita da mediano” (dedicata a Lele Oriali, ndc). Mi riconosco in quello che porta acqua per arrivare all’obiettivo. Confesso che al ginnasio sacrificavo i libri per il pallone tanto che mio padre mi disse o hai le qualità per andare avanti oppure smetti e studi. A me bastava divertirmi con gli amici, così lasciai perdere ma non ho certo rimpianti. Del resto a calcio quando posso gioco ancora e ho fatto parte a lungo della Nazionale Magistrati». Al Barbera si ricorda ancora un suo sombrero a Miccoli in una partita del cuore di qualche anno fa, per il ventesimo anniversario della strage di Capaci. (sorride) «E’ successo anche questo». A Lampedusa c’è il progetto di far sorgere un nuovo stadio con l’intervento della Lega serie B. «Una struttura che sarebbe importantissima anche per scoprire le qualità di tanti giovani. Ho dato il via alla partita con i migranti e su quel campo in terra è difficile muoversi perché la polvere ti va negli occhi. Ne so qualcosa perché a Palermo il “Resuttana” o il “Papireto” dove andavo a giocare erano così. Uno stadio moderno darebbe prospettive diverse ai ragazzi di Lampedusa ma anche ai migranti cui il calcio può offrire una opportunità. Sul campo ne ho visti anche di molto bravi sia sul piano tecnico che fisico. Sapete che per questa partita, al centro di accoglienza hanno giocato le eliminatorie per una settimana per decidere chi fossero i 10 partecipanti? Questo vi da l’idea di quale valore assuma per loro lo sport». Sarebbe lo stadio più a Sud d’Europa e potrebbe essere pronto in poco più di un anno. «Sarebbe meraviglioso se ad inaugurarlo fosse la Nazionale italiana anche solo con un allenamento. Me lo auguro, sarebbe un altro segnale importante». A proposito di Nazionale, Presidente, si è divertito assistendo agli Europei di calcio? «Faccio i complimenti agli azzurri e a Conte che si sono battuti al massimo delle forze. Con la Germania campione del Mondo in fondo abbiamo pareggiato sul campo. Direi che i rigori sono storicamente contrari all’Italia visto quante volte siamo stati battuti in questa maniera». Presidente, è nota la sua passione per il Palermo. «Andavo allo stadio con mio padre da quando avevo 3 anni, si figuri. I miei idoli erano gli stranieri rosanero di quel tempo, l’argentino Vernazza e l’uruguayano Gomez. La passione rimane ed anzi oggi sono felice di averla trasmessa a mio nipote che è tifosissimo del Palermo». E’ nota anche la sua forte amicizia col presidente Zamparini. «Non entro nel dettaglio della situazione Palermo, da tifoso ricordo solo quanti anni abbiamo sofferto in B e in C. Credo che una società come il Palermo possa reggere nel calcio di oggi solo puntando ogni anno su un gioiellino e poi rivendendolo per andare avanti e tenere il bilancio a posto. Di Zamparini posso dire che è certamente appassionato e competente. I campioncini ammirati al Barbera in questi anni li osservava personalmente. Mi raccontò di aver scelto Pastore vedendogli fare uno stop di tacco». La città però da tempo lo contesta e non ne condivide le scelte. «I tifosi logicamente amano le vittorie ma nei momenti di difficoltà bisogna aiutare la maglia cui si è legati. Se la nuova formazione farà risultato, il rapporto con la città tornerà buono. In generale, credo che l’amore per la squadra debba andare sempre aldilà di chi ha la proprietà del club. Partirà Vazquez (che nel frattempo è stato effettivamente ceduto al Siviglia, ndc)? Confido nelle qualità di Foschi di scoprire, insieme a Zamparini, un altro di quei giovani campioni che hanno caratterizzato le ultime stagioni rosanero». Intanto molte proprietà del calcio italiano passano in mano estera. Ed anche il Palermo potrebbe finire ai cinesi. «Le contingenze economiche sono cambiate negli ultimi anni, difficili per tutti. Vediamo se ci sono imprenditori davvero interessati o disposti a mettere capitali freschi. Quanto a Zamparini, è evidente che ha segnato la storia rosanero; quando il suo ciclo si esaurirà sono certo che Palermo lo rimpiangerà». C’è un messaggio che Lampedusa, terra di frontiera, può lanciare forte allo sport e al modo stesso di viverlo? «In questi giorni nell’isola le parole più belle che sono state pronunciate sono umanità e solidarietà, a sottolineare il senso di riconoscimento per un popolo che si dedica ai diritti degli altri come fanno i lampedusani. Credo che anche e soprattutto lo sport possa dare messaggi in questo senso»”. Queste le parole del presidente del Senato Pietro Grasso rilasciate ai microfoni de “Il Corriere dello Sport”.

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