Palermo, Vavassori: «Messi il mio idolo, ammiro Dybala e Miccoli. La mask è un omaggio alla Joya»

palermo carrarese 2-1 (97) vavassori

Dall’Atalanta al Palermo, passando per una crescita costruita attraverso il lavoro quotidiano e il confronto con il calcio dei grandi. Dominic Vavassori ha ripercorso le tappe della propria formazione, raccontando i giocatori ai quali si ispira e il significato della sua esultanza.

Nell’intervista realizzata da Massimiliano Radicini per il Giornale di Sicilia, l’attaccante rosanero ha parlato dell’esperienza con l’Under 23 dell’Atalanta, degli allenatori che hanno contribuito alla sua crescita e dell’affetto ricevuto dai tifosi del Palermo.


L’esperienza all’Atalanta

È cresciuto all’Atalanta, qual è stato l’insegnamento più importante che ha portato con sé da Bergamo e quanto le è servita l’esperienza nell’Under 23?

«L’esperienza con l’Under 23 dell’Atalanta è stata fondamentale per la mia crescita, perché mi ha permesso di confrontarmi molto presto con il calcio dei grandi. Ho iniziato a giocare sotto età, misurandomi con avversari più esperti, e questo mi ha aiutato a maturare rapidamente, soprattutto dal punto di vista fisico e mentale. Anche la possibilità di allenarmi con la prima squadra è stata determinante. Sono grato a Gasperini e Modesto per quello che mi hanno trasmesso, così come a Palladino, che mi ha dato l’opportunità di esordire in prima squadra, a Bosi che per primo mi ha fatto giocare nel mio attuale ruolo e a Bocchetti. Da Bergamo porto con me soprattutto la cultura del lavoro e la consapevolezza che il talento da solo non basta per affermarsi ad alti livelli».

Da Messi a Dybala: i suoi riferimenti

Un altro passaggio dell’intervista pubblicata dal Giornale di Sicilia riguarda i modelli calcistici del giovane attaccante, che cita alcuni dei grandi protagonisti del calcio internazionale e due giocatori particolarmente amati dalla tifoseria rosanero.

A chi somiglia Vavassori?

«Fin da bambino ho ammirato grandi campioni come Messi, che è sempre stato il mio idolo, e oggi cerco di prendere spunto anche da calciatori come Lookman, che ho avuto la fortuna di conoscere, Doué e Olise che ammiro come giocano. Credo però che ogni calciatore debba costruire la propria identità, senza cercare necessariamente di assomigliare a qualcun altro. Fa certamente piacere che il mio nome venga accostato a quelli di Miccoli e Dybala, che hanno lasciato un segno così importante nella storia del Palermo, ma sarebbe fuori luogo fare paragoni. Io sono Dominic Vavassori e spero di riuscire a dimostrare le mie qualità attraverso il lavoro e le prestazioni in campo. La mask è un piccolo omaggio a Dybala, un’esultanza che mi piace e che ho voluto riproporre, senza che questo significhi volermi paragonare a lui».

Il legame con i tifosi del Palermo

Vavassori si è soffermato anche sul rapporto con il pubblico del Renzo Barbera, che lo ha già accolto con grande entusiasmo.

Per i tifosi è già un beniamino…

«Ricevere così tanto affetto è qualcosa di straordinario, ma so bene che la loro fiducia va meritata continuamente. Il modo migliore per ricambiarla è continuare a dare tutto per questa maglia».

Come sottolineato nell’intervista di Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, il giovane attaccante dimostra di voler costruire una propria identità, pur riconoscendo l’importanza dei campioni che hanno segnato la storia del Palermo.

L’obiettivo resta quello di ripagare sul campo la fiducia dei tifosi rosanero.