Il fattore Barbera: l’importanza di giocare in casa in Serie B

Palermo Vicenza 3-1 (107)

Una delle convinzioni più diffuse nel mondo del calcio riguarda il presupposto vantaggio del giocare in casa davanti ai propri tifosi. Il Renzo Barbera di Palermo ha sperimentato questa sensazione per lungo tempo, ma c’è molta differenza tra chi siede sugli spalti e l’effetto concreto del “fattore casa”. Resta quindi da capire quanto sia rilevante questo vantaggio e se incida allo stesso modo nelle diverse categorie.

Per trovare una risposta a questa domanda è stato necessario realizzare un confronto difficilmente replicabile in condizioni normali: osservare le stesse squadre giocare prima con il pubblico e poi senza. La pandemia da Covid-19 ha creato i presupposti per questa situazione portando a giocare intere stagioni a porte chiuse, offrendo ai ricercatori la possibilità di osservare cosa accade al rendimento.


Una misura semplice per un fenomeno complesso

Nella letteratura scientifica accademica si parla di home advantage per definire il vantaggio di giocare in casa davanti al proprio pubblico. Questo valore viene calcolato sulla base della percentuale di punti conquistati da una squadra nelle partite disputate in casa rispetto al totale dei punti ottenuti in campionato.

Quando il valore si attesta esattamente al 50%, il rendimento tra casa e trasferta è equivalente. Se supera questa soglia, significa che il fattore campo produce un vantaggio per la squadra ospitante.

Due stagioni a confronto

Alcuni ricercatori italiani, tra cui Matteo Vandoni e Vittoria Carnevale Pellino, hanno applicato questo indice a due dei principali campionati professionistici del Paese accostando il 2018/19 al 2020/21, stagione senza spettatori. La stagione 2019/20 è stata appositamente esclusa per via dell’interruzione dovuta all’emergenza sanitaria. La ricerca pubblicata nel 2022, si basa su un totale di 2.964 risultati complessivi di cui 1.444 relativi alla stagione con il pubblico e altri 1.520 legati a quella a porte chiuse.

Per la cadetteria le squadre sono state raggruppate per obiettivo raggiunto a fine campionato:

  • promosse direttamente;

  • partecipanti ai playoff;

  • metà classifica e retrocesse.

Questa suddivisione permette di verificare se il rendimento interno cambi a seconda degli obiettivi in palio.

In Serie B il pubblico conta di più

Il dato più importante riguarda il valore mediano dell’indice in Serie B, che si attesta sul 62,8% una cifra superiore al 58,3% registrato nella massima serie. Le squadre di Serie B ricavavano dalle gare interne una quota di punti più ampia rispetto alle squadre della categoria superiore.

Le tribune vuote hanno comportato andamenti diversi nei due tornei. In Serie B l’indice è sceso al 56,1% per cento. In Serie A c’è stata invece una diminuzione fino al 54,1 per cento. Non è stata però raggiunta la soglia necessaria per escludere un effetto dovuto al caso. Per quanto riguarda la Serie B, i risultati suggeriscono una maggiore incidenza del fattore campo rispetto alla massima serie. Una differenza che potrebbe essere legata anche al maggiore peso della componente ambientale nella categoria cadetta.

La componente ambientale è quindi una variabile reale da tenere in considerazione nello studio di una partita o di un intero campionato, un dato da affiancare a considerazioni tecniche relative alle squadre.

Quando la classifica non chiede più nulla

Leggendo i dati offerti dalla ricerca è possibile notare come dividendo per fasce la classifica, la riduzione più marcata dell’indice riguardi le squadre di metà graduatoria in Serie B: il passaggio va dal 64,1 al 56,0 per cento, una variazione significativa.

Gli autori dello studio associano quanto osservato nelle formazioni di centro classifica alla motivazione di chi ha già ottenuto la salvezza e non ha, allo stesso tempo, più la possibilità di piazzarsi nella parte alta della classifica. Venuto meno quell’apporto, la distanza tra il rendimento interno e quello esterno tende ad assottigliarsi.

Il capitolo degli arbitri

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dai ricercatori riguarda il dato relativo ai calci di rigore. L’elemento più evidente riguarda i calci di rigore nelle partite delle squadre di casa: nella stagione con il pubblico venivano concessi con una media dello 0,10 a incontro, mentre in quella a porte chiuse la media è salita a 0,21. Questo dato viene interpretato all’interno della ricerca come un indizio dell’influenza degli spettatori sulle valutazioni del direttore di gara, tanto da spingere gli autori a consigliare l’analisi di questo aspetto nei percorsi di formazione della classe arbitrale professionistica.

Il vantaggio che persiste anche a stadio vuoto

Un dato molto interessante riguarda il vantaggio della squadra che gioca in casa anche in assenza di pubblico. Sebbene il pubblico contribuisca al vantaggio della squadra ospitante, anche la possibilità di giocare in un ambiente familiare rappresenta un elemento favorevole. Nella stagione senza spettatori, ciascun gruppo di squadre ha continuato a raccogliere punti nel proprio stadio con un indice decisamente sopra la metà in entrambe le categorie. Il pubblico rappresenta quindi soltanto una parte della spiegazione. Tra gli elementi che possono contribuire al fenomeno ci sono la familiarità con il terreno di gioco e gli spostamenti affrontati dalla squadra ospite.

Il fattore campo nella lettura delle partite

Il rendimento casalingo rappresenta una delle variabili prese in considerazione nell’analisi di una partita di calcio e nella valutazione delle probabilità dei diversi risultati. Non a caso, il vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico rientra tra gli elementi che contribuiscono alla definizione delle quote calcistiche, insieme alla qualità delle rose, allo stato di forma, agli infortuni e agli obiettivi delle squadre.

Consultando le quote sul calcio è possibile osservare come le valutazioni prepartita riflettano una pluralità di fattori, tra cui anche il rendimento delle formazioni tra le mura amiche e in trasferta. Il peso attribuito a questa componente, tuttavia, non è sempre uguale: cambia in funzione delle caratteristiche delle squadre, del momento della stagione e del contesto in cui si disputa l’incontro.

È importante distinguere, però, tra il valore statistico del fattore campo e la sua capacità di anticipare il risultato di una singola partita. Un indice del 60%, per esempio, descrive una tendenza maturata nell’arco di un intero campionato e non significa che una squadra abbia il 60% di probabilità di vincere la successiva gara casalinga. Si tratta piuttosto di un’informazione di contesto, utile per interpretare il rendimento complessivo e affiancare altri indicatori nell’analisi di una sfida.

Alcuni punti fermi da tenere presenti

I numeri dello studio indicano l’importanza che ha lo stadio di casa sulle prestazioni della squadra ospitante. Il Barbera rappresenta, in questo contesto, uno degli stadi più caldi della Serie B, grazie al sostegno che da sempre il pubblico riserva al Palermo, rappresentando quindi uno dei punti di forza più decisivi non tanto sulle singole partite che, dopo tutto, iniziano sempre sullo zero a zero, ma sul lungo periodo, durante lo svolgimento del campionato, sottolineando quanto sia importante la vicinanza dei tifosi alla propria squadra in tutti i momenti della stagione, a prescindere dal fatto che la squadra stia attraversando un buon momento o una fase di difficoltà.