Vicenza, Carraro: «Palermo con individualità da Serie A, nei duelli ci hanno messo in difficoltà»
Marco Carraro, centrocampista del Vicenza, è intervenuto nel corso della trasmissione “Rigorosamente calcio”, tornando sulla sconfitta per 3-1 contro il Palermo di Filippo Inzaghi. Il calciatore biancorosso ha analizzato la prestazione della propria squadra, soffermandosi sulla qualità dei rosanero, sulle difficoltà incontrate e sul percorso di crescita della formazione allenata da Fabio Gallo.
Come avete interpretato la partita contro il Palermo?
«Abbiamo approcciato molto bene la partita, anche dopo il gol abbiamo continuato con l’aggressività. Penso che il primo tempo sia stato interpretato molto bene. Nel secondo sono uscite le loro individualità da Serie A, siamo rimasti in partita fino alla fine ma poi non abbiamo raccolto neanche un punto».
Cosa pensi della nuova linea arbitrale?
«Incidono in campo perché vediamo che la metà dei falli fischiati gli anni scorsi vengono lasciati correre. Come idea mi piace, però deve sempre essere rispettato un limite affinché non diventi un altro sport e soprattutto deve essere usato lo stesso metro per entrambe le squadre».
Avete avuto difficoltà nelle verticalizzazioni?
«Le verticalizzazioni le abbiamo cercate, però non abbiamo sfruttato le ripartenze in superiorità numerica».
È una questione di tempi di gioco?
«Ad oggi non riusciamo a sfruttare e concretizzare le occasioni, ma non vedo problemi di verticalizzazioni».
Quanto ha inciso il primo gol subito contro il Palermo?
«Dal campo avevamo la percezione che potessimo ottenere qualche punto. Dispiace perché prendere gol allo scadere del primo tempo non è mai bello, andare all’intervallo in vantaggio sarebbe stata tanta roba. Poi loro ci hanno puniti sulle nostre disattenzioni. Abbiamo capito che quando ci sentiamo tranquilli veniamo puniti, pertanto non dobbiamo mai stare troppo sicuri e non va sottovalutato nulla».
Come hai vissuto l’opportunità di tornare in campo da titolare?
«Ho lavorato per farmi trovare pronto. Ora giochiamo in modo diverso rispetto all’inizio, siamo più aggressivi e determinati e penso si sia visto. Dal secondo tempo di Benevento è scattato qualcosa nella nostra testa, ma anche a livello tattico».
Quanto vi sta aiutando Valoti?
«Conta molto, ora vediamo che sta bene e ci fidiamo tanto, lo cerchiamo molto».
Quali difficoltà avete incontrato a centrocampo in questa Serie B?
«Il salto di categoria è stato più complicato di quello che ci aspettavamo. Non penso sia un problema del reparto, ma è una cosa generale. Poi quando le cose vanno male bisogna sempre trovare i difetti, però ora ci stiamo trovando meglio».
Quando ricevi il pallone, qual è la prima cosa che cerchi di fare?
«Capire se si è da soli, vedere il compagno posizionato meglio. Serve essere svegli e sempre sul pezzo».
Qual è stata la difficoltà maggiore contro il Palermo?
«Le loro individualità che ci hanno messo in difficoltà nei duelli. Poi anche la velocità, perché quando arrivavano in fondo hanno un motore diverso rispetto a tante squadre di B».
Quanto è cambiato il modo di lavorare di Fabio Gallo rispetto allo scorso anno?
«È sempre lo stesso, un martello come l’anno scorso. Ora ha modificato il modulo, una cosa che per lui, il 3-5-2, era legge».
Quale caratteristica ha l’Ascoli in più rispetto al Vicenza?
«Penso che ogni squadra abbia i propri punti di forza, loro hanno un’identità ben precisa dall’anno scorso. Noi non ci sentiamo inferiori a nessuno, dobbiamo solo trovare la giusta chiave per fare punti».
Come vivi la concorrenza a centrocampo?
«Sono arrivati tanti nuovi giocatori, 13, quindi è servito tempo per l’amalgama e la stiamo ancora cercando. La concorrenza fa sempre bene e non ti fa adagiare. L’importante è salvarsi, non il numero di partite giocate da ciascuno».
Cosa rappresenta per te Vicenza?
«È una piazza che mi sta dando tanto e spero di raggiungere il traguardo della salvezza, che sarebbe molto importante. Possiamo farlo solo tutti uniti, grazie anche all’aiuto dei tifosi. Ora tocca a noi cominciare a ripagarli sul campo».
Il livello della Serie B si è alzato?
«Sì, soprattutto quello fisico e l’aspetto più rilevante è questo».
