Giornale di Sicilia: “Palermo macchina da gol, attacco da record: 16 reti in sette partite. Non accadeva dal 1947”
Il Palermo di Filippo Inzaghi continua a stupire per la propria forza offensiva. Sedici gol nelle prime sette giornate di Serie B, senza aver beneficiato di alcun calcio di rigore, rappresentano un rendimento che riporta alla memoria una delle stagioni più importanti della storia rosanero. Alla vigilia della sfida contro la Carrarese, l’obiettivo è dare continuità a numeri che confermano la grande varietà di soluzioni a disposizione dell’allenatore.
Come evidenzia Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, per trovare un Palermo così prolifico nelle prime sette giornate del campionato cadetto bisogna tornare alla stagione 1947/48, quando i rosanero realizzarono 17 reti nello stesso arco di partite, compreso uno storico 8-0 alla Ternana. Quell’annata si concluse con la promozione in Serie A, un traguardo che oggi la squadra di Inzaghi punta a riconquistare.
La principale differenza rispetto al recente passato è rappresentata dal passaggio al 4-2-3-1, un sistema che ha aumentato il potenziale offensivo della squadra. Come sottolinea Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, ben 12 delle 16 reti complessive sono state realizzate da attaccanti e trequartisti. Johnsen guida il reparto con quattro gol, seguito da Pohjanpalo, Palumbo e Vavassori con due ciascuno, mentre Strefezza ed Hernani hanno trovato una volta la via della rete.
Numeri che dimostrano come il Palermo non dipenda esclusivamente dal proprio centravanti finlandese. La presenza di diversi giocatori capaci di incidere negli ultimi metri consente infatti a Inzaghi di trovare soluzioni differenti anche quando Pohjanpalo non riesce a essere decisivo sotto porta.
Il contributo offensivo, però, non si limita agli uomini d’attacco. Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia mette in evidenza anche il lavoro degli esterni difensivi Cassandro e Augello, capaci di accompagnare l’azione sulle corsie, e quello di Segre e Ranocchia, che garantiscono inserimenti e conclusioni dalla distanza. Importante anche l’apporto dei centrali: Bani rappresenta una risorsa sulle rimesse laterali offensive e a Empoli ha servito un assist a Pohjanpalo, mentre Ceccaroni può sfruttare la propria esperienza negli inserimenti nella metà campo avversaria.
Un altro aspetto significativo riguarda la varietà delle marcature. Il Palermo ha già segnato attraverso conclusioni dalla distanza, contropiedi, cambi di gioco e sviluppi delle rimesse laterali. Mancano ancora all’appello i gol di testa e quelli sugli sviluppi dei calci d’angolo, due situazioni nelle quali la squadra dispone comunque di giocatori in grado di rendersi pericolosi.
L’obiettivo, adesso, è ripetere quanto di buono mostrato nelle precedenti uscite anche contro la Carrarese. Come ricorda Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, nell’ultimo confronto al Barbera i rosanero travolsero i toscani segnando cinque reti, con Pohjanpalo protagonista di una tripletta.
Questa volta potrebbero essere soprattutto i trequartisti a cercare un ruolo da protagonisti. Johnsen, in particolare, arriva dalla partita di Mantova, la prima della sua stagione senza gol o assist a referto. Il norvegese è stato comunque determinante, dando il via con un lancio all’azione che ha portato alla rete del vantaggio firmata da Segre.
Dopo l’exploit offensivo di Empoli, quando il Palermo arrivò a effettuare 35 tiri, Inzaghi aveva sottolineato quanto fosse difficile ripetere una prestazione simile. La sfida con la Carrarese rappresenta una nuova occasione per confermare l’efficacia di un attacco che, numeri alla mano, sta vivendo uno dei migliori inizi di campionato della storia rosanero.
