Gazzetta dello Sport: “Figc, Malagò attacca la Serie A: «Sorpreso e dispiaciuto. Tredici club erano con me, penso di tornare presidente»”

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Si accende la corsa alla presidenza della FIGC. Giovanni Malagò non nasconde la propria delusione per il cambio di orientamento di una parte dei club di Serie A, che starebbe valutando di sostenere Adriano Galliani in vista delle prossime elezioni federali. Una svolta arrivata a meno di due settimane dalla scadenza del 4 novembre per la presentazione delle candidature.

Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, l’attuale commissario della Federcalcio ha affrontato la questione intervenendo a Roma agli Stati Generali di Progetto Civico. Malagò ha espresso amarezza per il comportamento di alcune società che inizialmente lo avevano cercato per guidare la Federazione dopo Gravina, salvo poi prendere in considerazione una candidatura alternativa.


Malagò contro la Serie A: «Le alleanze cambiano con grande facilità»

Il dirigente sportivo ha commentato apertamente le divisioni interne alla Lega Serie A, sottolineando la difficoltà di interpretare gli equilibri del mondo calcistico.

«Sono sorpreso e dispiaciuto».

Poi l’analisi delle dinamiche che stanno accompagnando la corsa alla presidenza federale:

«La Lega di A è notoriamente e affettuosamente conflittuale, ci sono molte anime, è un’esplosione di personalità che ciclicamente vogliono emergere. E poi ci sono alleanze, complicità che cambiano con grande facilità e così si cambiano opinioni e rapporti. Io non sono fatto così, chi mi conosce bene lo sa».

Parole che evidenziano la delusione di Malagò per un cambiamento di posizione arrivato proprio nella fase decisiva della preparazione delle candidature.

«Il calcio va oltre qualsiasi immaginazione»

Nell’intervento riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, Malagò ha ammesso di essere rimasto colpito dalle dinamiche interne al calcio, nonostante la lunga esperienza maturata nel mondo dello sport.

«Questo mondo è diverso da ogni altro. Io non credo di essere uno sprovveduto, non sono neanche più ragazzino. Anche se rispetto ad altri sembra che lo sia, cosa un po’ preoccupante».

Il dirigente ha quindi ricordato gli avvertimenti ricevuti prima di assumere l’incarico:

«Tutti mi dicevano: “Guarda che il calcio va oltre qualsiasi immaginazione”. Ora posso dire che avevano ragione».

Una riflessione che accompagna la delusione per la possibilità di ritrovarsi a competere con Galliani, nonostante il sostegno ricevuto inizialmente da numerose società.

FIGC, Malagò rivendica i risultati: «La Nazionale è cambiata in tre mesi»

Il commissario federale ha poi difeso il lavoro svolto nei primi mesi alla guida della FIGC, ricordando le difficoltà incontrate al momento del suo insediamento.

«Quando sono arrivato il contesto in Figc era molto complesso, budget e bilanci difficilissimi, credibilità traballante, così come l’immagine di un Paese che per tre volte non è andato ai Mondiali».

Malagò ha rivendicato soprattutto la scelta di affidare la Nazionale a Roberto Mancini, nonostante le perplessità espresse da alcuni rappresentanti della Serie A.

«Io ho scommesso su Roberto Mancini ct, tecnico che alcuni dei soggetti della Lega di A non volevano assolutamente. È un dato di fatto, la Nazionale in tre mesi è cambiata, c’è un’atmosfera diversa, sfido chiunque a dire il contrario».

Secondo il dirigente, i miglioramenti non riguardano soltanto la Nazionale maggiore, ma coinvolgono anche il settore giovanile e il calcio femminile.

«Si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel ed è solo all’inizio, è in atto una trasformazione positiva che riguarda anche le giovanili e la femminile».

Nuovi accordi commerciali e bilanci: il lavoro della Federazione

Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport nell’articolo firmato da Elisabetta Esposito, Malagò considera significativo anche il percorso avviato sul piano economico e commerciale.

Tra le operazioni citate figura l’accordo con Socar, del valore di oltre 12 milioni di euro in tre anni.

Sono inoltre in preparazione ulteriori intese commerciali con un importante istituto bancario e un’azienda leader nel settore della distribuzione alimentare, contratti che al momento delle dichiarazioni non risultano ancora firmati.

Per Malagò, questi sviluppi rappresentano segnali di una trasformazione positiva della Federazione, anche rispetto alle difficoltà economiche ereditate.

Proprio per questo il dirigente considera sorprendente la volontà di una parte della Serie A di valutare una soluzione alternativa alla sua candidatura.

Elezioni FIGC, Malagò: «Tredici club mi avevano confermato il sostegno»

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda i numeri del consenso all’interno della Lega Serie A.

Malagò ha spiegato di aver contattato direttamente diverse società prima che emergesse l’ipotesi di sostenere Adriano Galliani.

«Ho contattato diversi club e 13 mi hanno confermato il loro sostegno nelle ore antecedenti all’idea di qualcuno di puntare su Galliani».

Il commissario ha inoltre espresso la propria preferenza per una candidatura condivisa.

«Il mio auspicio è quello di avere una candidatura unica, in questo momento più che mai».

Pur dichiarandosi disponibile ad affrontare una competizione elettorale, Malagò continua a manifestare fiducia nella possibilità di ottenere il sostegno necessario.

«Io sono ottimista, credo che il buonsenso alla fine trionfi».

Alla domanda sulla possibilità di tornare presidente federale, ha risposto:

«Sinceramente penso di sì».

Dalle tensioni con la Lega alle questioni federali

Il percorso di Malagò verso le elezioni è stato accompagnato da diverse controversie.

Tra le questioni ricordate figurano il cosiddetto pantouflage, il caso Bianchedi e il nodo legato alla tessera federale, che ha portato al commissariamento.

Una successione di vicende che ha contribuito ad alimentare le tensioni tra il dirigente e una parte del mondo calcistico.

La possibilità che alcuni club decidano ora di sostenere Galliani aggiunge un ulteriore elemento di complessità a una corsa elettorale già caratterizzata da equilibri delicati.

Malagò e il rapporto tra sport e politica: «Deve occuparsi di sport, non occuparlo»

Nel finale dell’intervento, Malagò ha affrontato anche il tema del rapporto tra sport e politica, esprimendo preoccupazione per possibili interferenze nelle dinamiche federali.

«Lo sport senza la politica non va da nessuna porta, ma questa deve occuparsi di sport, non occuparlo».

Una posizione che, secondo quanto ricostruito da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, si inserisce nel confronto sull’autonomia del calcio e sulle influenze che potrebbero accompagnare la scelta del prossimo presidente federale.

Malagò ha infine sottolineato l’importanza di mantenere la calma anche nelle situazioni più complicate.

«La pazienza è una virtù che ho acquisito con il tempo ed è un bene, perché se la perdi fai il gioco degli altri. Però questa è una bella palestra».

La corsa alla presidenza della FIGC entra così nella fase decisiva. Con la scadenza delle candidature fissata al 4 novembre, resta da capire se il sostegno inizialmente manifestato da una parte consistente della Serie A si tradurrà in un appoggio concreto a Malagò oppure se prenderà forma una candidatura alternativa.