Cremonese, Pecchia dopo il ko con la Juve Stabia: «Non può essere questa la mia Cremo. Mi assumo tutte le responsabilità»
Un altro esonero dopo Fabio Pecchia - ILovePalermoCalcio.com (Foto LaPresse)
La Cremonese cade ancora e attraversa un momento particolarmente delicato nel campionato di Serie B 2026/27. La sconfitta per 1-0 contro la Juve Stabia, maturata allo stadio Giovanni Zini nell’ottava giornata, rappresenta il secondo passo falso consecutivo per la formazione grigiorossa, incapace di trovare continuità e di reagire alle difficoltà.
Al termine della partita, Fabio Pecchia, allenatore della Cremonese, è intervenuto in conferenza stampa, assumendosi le responsabilità della prestazione e analizzando i problemi della squadra. Dalla condizione fisica alle difficoltà nella costruzione del gioco, passando per gli errori difensivi, le tensioni con i tifosi e il rapporto con la società, il tecnico ha affrontato tutti i temi del momento.
Pecchia: «Non può essere questa la mia Cremonese»
Seconda sconfitta consecutiva, non molto diversa dalle altre. La Cremonese è ancora costretta a inseguire e cala fisicamente nel finale. Come se ne esce?
«Me ne assumo la responsabilità. È una prestazione in cui probabilmente non sono stato in grado di trasmettere le energie giuste. Non può essere questa la mia Cremo. Venivamo da una settimana fatta bene, con tanta fiducia. Poi, sul campo, per portare a casa le partite bisogna riempirle di tante cose. C’è grande dispiacere, il momento è particolare. Serve rimanere aggrappati e continuare a lavorare, migliorando la condizione di qualcuno e insistendo. Insistere».
L’errore sul calcio d’angolo: «Valutazione sbagliata da parte mia»
Sicuramente c’è stato un errore su quel calcio d’angolo. Era molto arrabbiato.
«Una questione di metri, una valutazione fatta a metà. In quel caso da parte mia. Nelle ultime gare avevamo difeso in maniera diversa. La posizione di Berti è stata un po’ troppo aperta, avrebbe dovuto coprire meglio. Una mia valutazione errata».
Pecchia sul rapporto con la società e le tensioni con i tifosi
A inizio stagione l’obiettivo era tenere alta l’asticella, ma c’era il timore di una doppia retrocessione. Si sente lasciato solo dalla società? Sarebbe importante che la dirigenza intervenisse. Grassi, che ha indossato la fascia da capitano per quasi tutta la partita, ha discusso con i tifosi a fine gara. C’è nervosismo?
«Intanto mi sento di dire, al di là delle sue valutazioni, che non sono lasciato solo dal club. È dal primo giorno che parlo con la dirigenza, tutti i giorni. È inesatto. Poi c’è la fotografia del momento: il campionato è impegnativo, ci sono state situazioni difficili che abbiamo affrontato. Il viaggio è stato rallentato, la squadra dopo una sconfitta non può avere entusiasmo. Prendiamo atto di ciò che sta accadendo e dobbiamo procedere con grande fiducia. Prendo atto del dispiacere del pubblico, siamo noi che dobbiamo dare risposte sul campo».
Il tecnico grigiorosso respinge dunque l’ipotesi di un isolamento da parte della società e ribadisce la necessità di rispondere alle contestazioni attraverso le prestazioni.
«Gol annullato e rigore non concesso dal VAR, ma ci è mancato entusiasmo»
A inizio ripresa, dopo un buon finale di primo tempo, ci si aspettava una Cremonese più aggressiva. Invece…
«Ci è mancato anche maggiore entusiasmo, probabilmente, anche perché c’erano stati due episodi in cui sembrava che potessimo riprenderla, tra gol annullato e rigore non dato dal VAR. Non ho fatto cambi perché la squadra mi dava la sensazione che potesse riprendere il match. Nel secondo tempo c’è stato solo qualche sussulto per arrivare al pari, ma negli ultimi 20 minuti, considerato com’eravamo sul campo, abbiamo concesso delle ripartenze. Nel complesso mi sento di dire che mi assumo tutte le responsabilità del caso».
Pecchia ha quindi spiegato anche la scelta di non intervenire immediatamente con le sostituzioni, convinto che la squadra potesse ancora trovare il pareggio.
Le difficoltà a centrocampo: «Cerchiamo ancora un’identità»
Vedere giocatori di Serie A e Serie B che faticano a controllare il pallone e a completare passaggi semplici è difficile da accettare. Thorsby e Grassi sembrano più interdittori che costruttori di gioco.
«Mi rendo conto bene delle caratteristiche di Grassi e Thorsby. Abbiamo iniziato, quando sono arrivato, con Gerli e Pontisso. Siamo alla continua ricerca di un’identità, anche perché Berti mi piace lì, più avanti, capace di dialogare con velocità con gli esterni. Detto questo, la via del gol va trovata. Fa rabbia aver preso un tiro e un gol».
L’allenatore evidenzia così la necessità di trovare maggiore equilibrio tra le caratteristiche dei centrocampisti e la costruzione offensiva, senza nascondere la frustrazione per il gol subito.
Pecchia sulle possibili novità tattiche: «Non voglio stravolgere la squadra»
Restando sul piano tattico, nelle prossime gare ha intenzione di cambiare qualcosa?
«Tengo conto delle caratteristiche di chi ho a disposizione, tra titolari e panchina. Non voglio stravolgere la squadra».
Una posizione chiara: nonostante le difficoltà, il tecnico non intende procedere a cambiamenti radicali, preferendo lavorare sulle soluzioni già disponibili.
«Martedì una partita importante, servono risposte sul campo»
Martedì c’è una partita importantissima, molto sentita dai tifosi. Il pubblico è deluso per un 2026 complicato. Può essere l’occasione giusta per ripartire?
«C’è una partita da giocare, mi rendo conto dell’importanza da fuori e da dentro. È una partita che dobbiamo giocare. Mi rendo conto del momento, da dove si viene, ma non dobbiamo pensarci troppo, può essere controproducente. Pensiamo al presente e alle risposte che dobbiamo dare sul campo».
Cremonese, Pecchia cerca una svolta dopo la seconda sconfitta consecutiva
Il ko contro la Juve Stabia lascia la Cremonese a quota 6 punti dopo otto giornate, nelle zone basse della classifica.
La squadra grigiorossa continua a mostrare difficoltà nella produzione offensiva, nella gestione dei momenti decisivi e nella capacità di reagire agli episodi sfavorevoli.
Pecchia non cerca alibi e si assume personalmente le responsabilità della situazione, ribadendo la fiducia nel lavoro quotidiano e nel rapporto con la società.
Il prossimo appuntamento di martedì rappresenterà un’occasione per provare a invertire la tendenza. L’allenatore chiede soprattutto una risposta concreta sul terreno di gioco, senza lasciarsi condizionare dalle tensioni e dalle difficoltà accumulate.
