Repubblica: “Malagò: «I presidenti sono dalla mia parte. Volevo Mancini dall’inizio». Euro 2032, occasione unica per gli stadi”
Giovanni Malagò guarda alle elezioni del 14 dicembre con l’obiettivo di ricompattare il mondo del calcio italiano. Dalla situazione della Federcalcio alla scelta di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale, passando per gli stadi di Euro 2032 e il futuro del Napoli, il commissario della Figc affronta numerosi temi in un’intervista concessa a Francesco Saverio Intorcia e Matteo Pinci per Repubblica.
Presidente e commissario: una situazione particolare.
«È una vicenda che si fa fatica a spiegare al di fuori. Sono persino oggetto di vignette. Qualcuna, lo ammetto, mi ha divertito».
Malagò racconta anche di aver apprezzato l’imitazione di Maurizio Crozza, prima di soffermarsi sul percorso che lo ha portato al commissariamento e alla prospettiva di nuove elezioni.
«Per alcuni è stata la soluzione migliore, per altri la meno peggio, per qualcuno un compromesso all’italiana. Per me, un modo di uscire da un tunnel. Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel Coni. Fossimo andati al voto in Giunta, pur ritenendo che avrei avuto un certo vantaggio, non ci sarebbero stati vincitori né vinti».
Come emerge dall’intervista di Francesco Saverio Intorcia e Matteo Pinci su Repubblica, Malagò punta a mantenere il sostegno dei club di Serie A in vista del voto del 14 dicembre.
«Sarebbe bello ripartire da quel numero. Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno».
Sul futuro della Federcalcio, Malagò respinge l’idea di un’attività istituzionale ferma, annunciando nuovi partner commerciali e un progetto di riqualificazione del centro tecnico di Coverciano. Spazio anche alla Nazionale, con la conferma che Roberto Mancini rappresentava la sua prima scelta per la panchina azzurra.
«Che io volessi Mancini dall’inizio non c’è ombra di dubbio e lo confermo anche qui. Credo di capire di calcio, ma il segnale che volevo dare era lasciare la responsabilità del Club Italia e occuparmi di organizzazione, gestione delle risorse, sponsor, canali diplomatici, temi istituzionali e politici. Ho pensato a un nome che mi desse garanzie e ho scelto Maldini, pensando che con lui si arrivasse alla stessa conclusione sul ct».
Malagò ricostruisce anche i contatti avviati per la guida tecnica della Nazionale, spiegando che Maldini e Leonardo avevano incontrato Pep Guardiola. Il tecnico spagnolo, secondo il racconto del commissario, aveva però scelto di prendersi un periodo di pausa. Successivamente era emersa la candidatura di Andrea Pirlo, fermata dalla questione relativa al suo contratto come ambasciatore di una società di scommesse russa.
Euro 2032, il futuro degli stadi italiani
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda gli Europei del 2032 e la necessità di individuare cinque impianti italiani per ospitare la manifestazione.
A Francesco Saverio Intorcia e Matteo Pinci di Repubblica, Malagò spiega:
«Ci sono 13 città con 14 impianti, uno già pronto, della Juve, e gli altri in arrivo: un’occasione unica. Il commissario Sessa sta facendo un ottimo lavoro, con enti locali e governo siamo totalmente allineati. Dietro c’è uno sforzo mostruoso. E possiamo puntare all’Europeo femminile del 2033 coinvolgendo anche altre città come Udine, Bergamo e Reggio Emilia».
Parole che confermano l’importanza del percorso di ammodernamento degli stadi italiani in vista della competizione continentale, mentre resta da definire la scelta delle cinque sedi.
Nazionale, giovani italiani e Var
Malagò affronta anche il tema della valorizzazione dei calciatori italiani, indicando la necessità di un’intesa tra le diverse componenti del sistema calcistico.
«Bisogna trovare una forma di agreement tra le componenti, per favorire la filiera dalla Nazionale maggiore all’ultima delle under. Penso a incentivi per l’utilizzo di italiani. E vedo che recentemente chi ha fatto bene in A è stato subito convocato in azzurro».
Sul Var, invece, osserva che il suo utilizzo sembra essersi ridotto, con effetti positivi sulla fluidità delle partite.
«Diciamo che lo accendono molto meno. Ho visto che c’è qualche società che si è lamentata, ma questo non credo stupisca. Bisogna dare atto che le partite sono più godibili, con meno momenti morti».
De Laurentiis e il futuro del Napoli
Nella parte conclusiva dell’intervista, riportata da Francesco Saverio Intorcia e Matteo Pinci su Repubblica, Malagò si sofferma anche sulle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis relative alla possibilità di cedere il Napoli a un imprenditore napoletano.
«Aurelio è un amico di famiglia. Quello che è riuscito a fare al Napoli, oggettivamente, è da Guinness dei primati. E credo che sia vero, a parità di condizione preferisce trovare qualcuno che continui il suo operato nel solco di una logica italiana, napoletana, che non d’oltreoceano. Altro non so».
