PALERMO

Streaming pirata, rete internazionale nel mirino: coinvolto anche un palermitano

Un sistema illecito capace di generare milioni di euro al mese e di diffondere contenuti sportivi e televisivi su scala globale: è questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Catania. Come racconta Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia, tra i 31 indagati figura anche un giovane residente ad Altofonte, ritenuto uno dei tasselli siciliani di un’organizzazione transnazionale. Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia ricostruisce un’indagine che parte dalla provincia palermitana e si estende fino ai server nascosti nei Paesi Bassi.

Secondo quanto riportato da Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia, il sistema si basava sulla captazione illegale dei segnali di piattaforme come Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount+ e Disney+, successivamente rivenduti tramite abbonamenti pirata a prezzi inferiori rispetto a quelli ufficiali. Un meccanismo che, come sottolinea ancora Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia, consentiva agli utenti di accedere a eventi sportivi, film e serie tv senza sostenere i costi dei servizi regolari.


«Una vera e propria azienda criminale», viene descritta così la struttura nell’analisi del Giornale di Sicilia firmata da Davide Ferrara. Al vertice ci sarebbe un gruppo con base nei Paesi Bassi, noto come Nxt-Zapx, incaricato di fornire tecnologia, pannelli di gestione e supporto tecnico. Sotto, una rete articolata di collaboratori distribuiti tra Europa e altri Paesi, coordinati attraverso chat riservate, spesso su Telegram.

Il ruolo dell’indagato siciliano, come evidenzia Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia, sarebbe legato a contatti con membri dell’organizzazione tramite strumenti digitali e piattaforme di pagamento online. In particolare, gli inquirenti fanno riferimento a transazioni effettuate tramite un account Binance collegato all’imputato, con movimenti verso altri soggetti ritenuti parte della rete.

Le indagini hanno portato anche a una perquisizione nell’abitazione di Altofonte. Come riporta Davide Ferrara sul Giornale di Sicilia, sono stati sequestrati dispositivi elettronici, account legati alle piattaforme IPTV, un wallet di criptovalute e circa 10 mila euro in contanti. Tuttavia, il tribunale del Riesame ha parzialmente accolto il ricorso della difesa, disponendo la restituzione dello smartphone ritenuto non essenziale ai fini investigativi.

«Il quadro accusatorio si basa su indizi generici», è la linea difensiva riportata dal Giornale di Sicilia nell’articolo di Davide Ferrara, che contesta l’assenza di prove concrete di un coinvolgimento stabile nell’organizzazione. Intanto, la Procura di Catania prosegue nel lavoro di ricostruzione dei ruoli e dei flussi economici, in un’indagine che continua ad allargarsi su scala internazionale.

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Redazione Ilovepalermocalcio