GENOVA – Dopo le polemiche incandescenti di Marassi, arriva l’analisi tecnica di Gianpaolo Calvarese. L’ex arbitro internazionale, oggi moviolista e opinionista, ha esaminato su Instagram i due episodi più contestati di Sampdoria-Palermo: il gol annullato a Pierozzi e la punizione da cui nasce il 3-3 firmato Ceccaroni.
Gol annullato a Pierozzi: intervento VAR sostenibile
Calvarese parte dall’azione del primo tempo che aveva portato al vantaggio rosanero, poi cancellato dopo On Field Review.
Secondo l’ex direttore di gara, il contatto tra Bani e Conti giustifica la decisione:
«Entrambi sono alla ricerca del pallone; Conti sta indietreggiando per provare lo stacco, mentre Bani stacca prima di lui e – seppur con un movimento funzionale al salto – lo colpisce sul viso prima di prendere il pallone, togliendogli la possibilità di saltare per contenderglielo. Sostenibile l’intervento del VAR».
Dunque, per Calvarese, corretta la chiamata di Di Paolo al monitor e legittima la decisione finale di Di Marco di annullare la rete.
La punizione del 3-3: “Contatto ma non fallo”
Diverso il giudizio sull’episodio che ha generato la punizione trasformata poi nel pareggio di Ceccaroni al 92’.
Calvarese è netto:
«Uno contro uno: Di Pardo arriva nettamente sul pallone, poi si genera un contatto mai falloso. Va detto però che si tratta di una punizione sulla trequarti, su cui può capitare di sbagliare: non è questo che può pregiudicare la prestazione di un arbitro che in questa occasione è stato comunque sfortunato».
Tradotto: per l’ex arbitro il fischio che ha portato alla punizione del 3-3 è eccessivo, ma rientra in una valutazione da campo non determinante sull’intera direzione.
Bilancio finale
L’analisi di Calvarese tende dunque a smorzare i toni:
Corretto (o comunque difendibile) l’annullamento del gol di Pierozzi.
Dubbia la punizione assegnata al Palermo nel finale.
Un’interpretazione che riaccende il dibattito tra le due tifoserie ma che, almeno dal punto di vista tecnico, prova a riportare la discussione su un piano regolamentare.