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Palumbo: «Palermo è impossibile da rifiutare. La A? Spero di riconquistarla»

La prima intervista esclusiva stagionale di Palumbo porta la firma di Paolo Vannini sul Corriere dello Sport. Il fantasista rosanero, 29 anni, è uno dei simboli della crescita del Palermo, imbattuto da 14 partite e pienamente in corsa per la promozione. Un rendimento in costante ascesa che coincide con la maturità calcistica di un giocatore arrivato in Sicilia con un obiettivo preciso: tornare in Serie A.

Paolo Vannini, sul Corriere dello Sport, parte dalle origini, da quella porta che sembrava chiusa troppo presto: «Feci un provino quando avevo 16 anni, ma scartato non è la parola giusta. Mi dissero “le faremo sapere” ma non mi hanno fatto più sapere niente… ».

Nell’intervista concessa a Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, Palumbo racconta il momento in cui il sogno sembrava lontano: «A quell’epoca non pensavo davvero di poter fare il calciatore, era un sogno che mi sembrava irrealizzabile. Provai nella Primavera della Ternana ma l’unico pensiero era tornare a casa, a Scampia dove sono nato. Però mi fecero un contratto e mi sono sentito quasi obbligato a rimanere. Ho cominciato a crederci e piano piano fui inserito nella rosa di prima squadra».

La svolta arriva con Osti, oggi direttore sportivo rosanero. Come riporta Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, il fantasista ricorda così quel passaggio: «Carlo Osti (attuale ds del Palermo, ndc) che mi porta alla Sampdoria. Però comincio ad andare in prestito e approdo anche in Sicilia. A Trapani con Calori faccio bene in C, ma perdo l’intera annata successiva a Salerno, dove mi sono un po’ lasciato andar perché non giocavo mai. Avevo bisogno di sentirmi protagonista e la svolta è il ritorno a Terni grazie a Luca Leone, allora dirigente degli umbri che non finirò mai di ringraziare».

Nel colloquio con Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, inevitabile il riferimento a quei dieci minuti in Serie A con la Sampdoria: «Mi fece esordire Claudio Ranieri, a Firenze, terza di campionato. Ma quella era una Samp piena di grandi calciatori (c’erano anche Audero, Bereszynski, Augello e Verre, ndc), stava chiudendo il mercato, scelsi di andare a giocare. A Terni sentivo la fiducia, la A spero di fare ancora in tempo a riconquistarla».

Oggi il presente si chiama Palermo. Paolo Vannini sul Corriere dello Sport sottolinea come il numero 10 rosanero abbia trovato continuità e centralità nel progetto tecnico di Inzaghi: «Da quando il Palermo mi ha voluto, il mio obiettivo è quello. Però una maglia come la rosa si accetta a prescindere, è impossibile da rifiutare. La fiducia la sento eccome, mi ha chiesto Inzaghi, su di me hanno fatto un investimento importante, vuol dire che ci credono».

I numeri raccontano di 9 assist, un dato che certifica il peso specifico del fantasista nel sistema offensivo rosanero. Nell’intervista a Paolo Vannini per il Corriere dello Sport, Palumbo non nasconde le difficoltà iniziali: «All’inizio ho fatto fatica, in ritiro ero fuori condizione, questa è una piazza che chiede tanto ed è giusto sia così. Si sente la differenza rispetto ad altri posti dove ho militato ma è una pressione buona: qui sai di non poterti accontentare, Palermo ha giocato in Europa, la gente pretende e tu devi farti trovare pronto. Quanto agli assist, sono affezionato a quello di Bari per Pohjanpalo. Joel è unico negli smarcamenti, in area ha una cattiveria spaventosa, lo schema è prendo la palla e guardo “il biondo”. Ma anche fare gol è bello e io per ora ne ho segnato solo uno; ma c’è ancora tempo… ».

L’intervista firmata da Paolo Vannini sul Corriere dello Sport restituisce il ritratto di un giocatore consapevole, cresciuto attraverso ostacoli e scelte difficili, oggi punto fermo di un Palermo che sogna la Serie A. E come ribadisce lo stesso Palumbo, l’obiettivo è chiaro: riconquistare quella categoria solo sfiorata.

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Redazione Ilovepalermocalcio