Il Palermo ritrova sé stesso e lo fa nel modo più convincente possibile, espugnando il San Nicola con una prestazione autoritaria. Come racconta Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, lo scacco matto ai pugliesi arriva grazie a una sola mossa, tanto semplice quanto efficace: Le Douaron schierato come partner offensivo di Palumbo e Segre arretrato in mediana. Una soluzione mai vista nelle prime uscite del 2026, ma che è bastata per trasformare la gara in un monologo rosanero.
Secondo l’analisi di Alessandro Arena sulle colonne del Giornale di Sicilia, il Palermo è sceso in campo con un atteggiamento completamente diverso rispetto alle precedenti apparizioni. Dopo un avvio prudente, la squadra ha preso campo e fiducia, sbloccando il match all’ora di gioco proprio con Le Douaron, fino a quel momento non protagonista ma decisivo nel momento chiave. La sua rapidità e la superiorità fisica e tecnica dei rosa hanno permesso di vivere una serata di totale controllo, in cui ogni reparto ha funzionato con precisione.
L’arretramento di Segre in mediana si è rivelato un altro tassello fondamentale. Come sottolinea ancora Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, la coppia formata con Ranocchia ha garantito equilibrio, ordine e copertura preventiva, limitando al minimo le ripartenze di un Bari apparso troppo morbido e incapace di reagire. Una scelta tattica che ha restituito solidità e ha permesso agli uomini di Inzaghi di gestire la gara con maturità.
Il tecnico rosanero ha avuto il merito di trovare l’assetto giusto al momento giusto. La squadra ha saputo attendere, colpire e poi amministrare, dimostrando pazienza e lucidità, proprio come accaduto nella gara d’andata. I numeri raccontano di una superiorità netta: il Palermo ha creato più occasioni, ha mantenuto il possesso e ha saputo soffrire solo quando necessario, confermando una crescita evidente sotto il profilo mentale e tattico.
Il successo di Bari rappresenta un passaggio chiave anche in ottica continuità. Come evidenzia Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, i rosanero ora sanno di poter essere temibili anche lontano dal Barbera, mettendo fine a una striscia negativa in trasferta. Con spirito, concretezza e un’identità finalmente definita, il Palermo può tornare a guardare avanti con ambizione, consapevole di avere le carte in regola per competere ai massimi livelli.