SERIE B

Mantova salvo, Rinaudo: «Una cavalcata incredibile. Modesto scelta decisiva»

Dopo la vittoria contro il Monza che ha sancito la salvezza del Mantova, il direttore sportivo Leandro Rinaudo è intervenuto ai microfoni de La Serie B al 90, trasmissione in onda sulla Rai, analizzando un percorso definito dallo stesso dirigente come straordinario.

Un cammino complesso, partito tra mille difficoltà e chiuso con un risultato tutt’altro che scontato.


Sull’esperienza
«Guarda, io posso dirvi che è stata un’esperienza, è un’esperienza, perché ancora manca una partita, una vincente, una situazione molto particolare. Ringrazio il presidente Piccoli per l’opportunità che comunque mi ha dato, ci siamo trovati. Io avevo bisogno di un’opportunità così forte, così difficile, così improbabile, perché obiettivamente se andiamo a vedere quello che è stato fatto da parte di tutti, quindi a partire dal presidente, a me, al mister Modesto che poi è arrivato, è stata comunque alla fine una cavalcata incredibile che veramente poche volte si vede in questi campionati».

Sulla scelta di Modesto
«Era difficile andare a smontare l’identità di quella squadra, era difficile scegliere l’allenatore in quel momento che potesse andare a plasmare un nuovo gioco, una nuova idea. Tanti ragionamenti sono stati fatti, tanti allenatori, ma io avevo in testa solo Modesto perché è un allenatore importante, è un ragazzo che ha tanta voglia. In poco tempo è riuscito a dare un’identità importante».

Rinaudo sottolinea il lavoro di squadra, dentro e fuori dal campo, come chiave del successo.

Sul lavoro del club
«È stato possibile raggiungere questi risultati perché il presidente mi ha dato la possibilità di poter lavorare, di prendermi le mie responsabilità, fare le scelte che dovevo fare e così piano piano tutti insieme alla fine si è arrivati a questo punto. È stata tosta, è stata tortuosa, molto particolare perché giocare settimana a settimana, 21 settimane sempre sotto pressione, quando vincevi la classifica rimaneva sempre uguale. Dovevi avere grande lucidità, tenere il gruppo in piedi, dare coraggio all’allenatore e ai tifosi».

Sull’ambiente Mantova
«Mantova mi ha sorpreso in maniera stra-positiva per il suo valore, per la sua gente. È stata un’esperienza importante. Tutto questo è potuto accadere grazie al lavoro di tutti, dal presidente fino al magazziniere».

Infine, uno sguardo personale sul proprio percorso.

Sulla carriera
«Ho smesso di giocare con molta onestà per disperazione, avevo tanti problemi fisici e non riuscivo più a divertirmi. Però ho avuto subito la possibilità di iniziare il mio percorso da dirigente, era quello che mi piaceva. Ho iniziato a Venezia con Giorgio Perinetti e da allora non mi sono più fermato».

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Redazione Ilovepalermocalcio