SERIE B

Juve Stabia, Agnello annuncia l’acquisto: ambiente gelato, tifosi in rivolta

Una svolta societaria improvvisa che scuote Castellammare di Stabia. Come racconta Tiziano Valle, l’imprenditore Francesco Agnello ha annunciato, attraverso la Stabia Capital S.r.l., l’acquisizione del 100% delle quote della Juve Stabia, club reduce da settimane di forte incertezza.

La notizia ha avuto l’effetto di una doccia gelata sull’ambiente stabiese. Nelle ore precedenti, infatti, la tifoseria organizzata e gran parte del popolo social si erano già espressi con fermezza contro l’ipotesi di un passaggio di proprietà proprio verso Agnello, dando vita a una vera e propria protesta digitale.


Lo stesso imprenditore, originario di Torre Annunziata ma residente a Roma, ha motivato così la sua scelta: «Non potevo restare indifferente di fronte al rischio di far sparire un club della mia terra. La Juve Stabia è passione e comunità: vogliamo costruire un futuro solido e duraturo».

Un’operazione definita come necessaria per evitare il default, ma che lascia aperti diversi interrogativi. Solo il giorno prima, infatti, gli amministratori giudiziari avevano avuto rassicurazioni dai referenti italiani di Solmate sulla volontà di non procedere a decisioni senza un confronto preventivo. Da qui lo stupore per un closing arrivato in tempi rapidissimi.

Nella nota ufficiale, Agnello ha comunque ringraziato gli amministratori giudiziari, Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, e il fondo Solmate, rappresentato dal CEO Marco Santori, per il contributo alla definizione dell’operazione.

Il clima, però, resta teso. La reazione della tifoseria è stata immediata e dura, con numerosi messaggi di dissenso comparsi sui social. Una contestazione che riflette timori legati alla figura del nuovo proprietario e alla futura identità del club.

Tensione anche sul fronte istituzionale. Nelle ore precedenti al closing, Comune e amministratori giudiziari avevano chiesto di essere coinvolti in eventuali passaggi decisivi, richiesta che sembra non aver trovato riscontro.

L’era Agnello parte dunque in salita: da un lato la promessa di garantire continuità e salvare il titolo sportivo, dall’altro la necessità di ricostruire un rapporto con una piazza che, al momento, appare distante e diffidente.

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Redazione Ilovepalermocalcio