Gigio e i suoi fratellini. È da qui che riparte l’Italia. Nell’analisi di Fabio Licari per la Gazzetta dello Sport, prende forma una Nazionale in ricostruzione, tra fine ciclo e nuove basi da gettare, con Donnarumma pronto a fare da guida ai più giovani.
Le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia, come sottolinea Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, rappresentano un passaggio obbligato più che un obiettivo sportivo: dovevano preparare il Mondiale, diventano invece l’inizio di una nuova era. Un’occasione per costruire il futuro, con il nuovo ct ancora da scegliere.
In panchina ci sarà Silvio Baldini, alla guida dell’Under 21, pronto a portare con sé un gruppo di giovani destinati a diventare la nuova ossatura azzurra. E con loro ci sarà anche Donnarumma, che ha scelto di esserci: «Mister, io ci sono, se serve una mano», avrebbe detto al telefono, come racconta Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport.
Una scelta simbolica ma significativa. Il capitano, già campione d’Europa nel 2021, torna a fare da punto di riferimento in un momento di transizione, proprio come accadde nel passaggio tra Ventura, Di Biagio e Mancini.
L’idea è chiara: puntare su un gruppo giovane, con alcuni elementi già pronti per il salto. Tra questi spiccano Pisilli, Esposito e Palestra, già nel giro dei grandi e destinati a essere protagonisti anche nel prossimo ciclo.
Il possibile assetto tattico è un 4-3-3, con Donnarumma tra i pali e un mix di giovani talenti pronti a mettersi in mostra. Come evidenzia Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, non è detto che il futuro ct rivoluzioni tutto, ma alcuni nomi saranno inevitabilmente centrali nel progetto.
Il ritiro, però, sarà in pieno stile Baldini: niente privilegi, camere condivise e disciplina ferrea. «Nessuno avrà la stanza singola, portieri in tripla. Orari rigidi e niente telefonini», un ritorno a un calcio essenziale, lontano dalle comodità.
Un nuovo inizio, con Donnarumma a fare da ponte tra passato e futuro. Perché l’Italia, anche senza Mondiale, deve ripartire subito.