Escl. Jankovic: «Palermo tornerà in A. Niente feeling con Guidolin e su Perin…»

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«Mi informo sulle vicende del Palermo e lo seguo direttamente sui social. Sono molto contento per come stanno andando le cose, considerato che si tratta di una città con una tifoseria incredibile. Gli ultimi anni non sono stati semplicissimi, ma adesso penso che il Palermo possa ritornare in Serie A».

Queste le riflessioni ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com di Bosko Jankovic, ex centrocampista del Palermo con un passato in Italia anche con le maglie di Genoa ed Hellas Verona.


Cosa ricorda del suo anno in rosanero?

«In quell’anno al Palermo ho vissuto emozioni sia belle che brutte. La squadra era fortissima e poteva contare su giocatori del calibro di Amauri, Miccoli, Cavani e Bresciano, giusto per citarne solo alcuni. La stagione, però, non è stata molto positiva, con l’eliminazione dalla competizione europea per mano di un avversario meno forte di noi. Ero stato pagato tanto e da calciatore giovane volevo giocare. I cambi di guida tecnica, poi, non mi hanno aiutato e ho sentito venire meno la fiducia. Così ho cambiato aria e sono andato al Genoa».

Con Colantuono ha trovato spesso il campo. Un po’ meno con Guidolin. Perché non è scattato il feeling con lui?

«Non è successo nulla in particolare con mister Guidolin, ma lui non aveva fiducia in me e non abbiamo trovato il feeling giusto. A vent’anni di distanza non mi spiego ancora perché. Ogni allenatore ha il suo modo di giocare e sceglie i suoi interpreti e io con Guidolin non mi sono trovato benissimo. È chiaro che la concorrenza in avanti era incredibile».

Cosa ha pensato quando quest’anno ha visto tornare El Shaarawy al Genoa?

«Ho conosciuto Stephan da giovanissimo, ma già si intravedevano le sue qualità. Ritengo abbia fatto una scelta giusta perché, tornando al Genoa, ha fatto ritorno a casa».

Gasperini al suo secondo anno alla Roma sta ottenendo risultati importanti. Può contendere lo scudetto all’Inter?

«Gasperini ormai sta facendo grandi cose da tantissime stagioni. Lui è il migliore allenatore con il quale ho lavorato in Italia. Adesso è maturato e penso che la Roma abbia tutte le carte in regola per migliorare il risultato raggiunto la passata stagione».

Lei al Genoa ha giocato con Perin. Si aspettava di vederlo al Palermo?

«Ricordo bene Perin ai tempi del Genoa. È un ragazzo molto simpatico e con grandi qualità tecniche. Ritengo abbia fatto bene a scegliere Palermo in questa fase della sua carriera».

Amauri al Palermo o Toni al Verona. Quale dei due sceglierebbe?

«Per stile e qualità, se fossi stato allenatore, avrei scelto Amauri. Toni è un mio amico e abbiamo fatto grandi cose insieme a Verona. I numeri raccontano la carriera che ha fatto Luca, ma quando ero a Palermo ricordo che Amauri faceva delle cose da extraterrestre».

Lei cosa fa oggi nella vita?

«Io ho chiuso con il calcio. Ho messo fine a una tappa della mia vita che mi ha permesso di realizzare il sogno che avevo da bambino. Non mi sarei visto in questo mondo in altre vesti. Quando giocavo sapevo che prima o poi avrei terminato questo capitolo e così, dal 2009, ho iniziato a investire i miei soldi nel settore immobiliare. Oggi sono un piccolo imprenditore e gestisco i miei quattro alberghi a Belgrado».