Daspo a Pelagotti? Sagramola risponde al presidente della Cittanovese

Nella giornata di ieri si è giocato il match tra Cittanovese e Palermo terminata 2-4. Al termine della stessa, negli spogliatoi, il clima era infuocato perché, secondo quanto riferito dalla società ospitante, il portiere del Palermo, Alberto Pelagotti, avrebbe lanciato dei sassi che prima, però, erano stati lanciati nei suoi confronti. Come già anticipato, (CLICCA QUI), la società calabrese, tramite il proprio presidente, si dice pronta anche a denunciare Pelagotti e chiederne il daspo. In difesa dell’ex portiere dell’Empoli è intervenuto il Dg rosanero Rinaldo Sagramola, che ai microfoni della nostra redazione ha parlato così: «Il presidente della Cittanovese ha raccontato la sua versione. A noi – continua Sagramola – non risulta quello che ha raccontato. Io ero in tribuna e non ho visto assolutamente nulla. Mi hanno detto che anche il presidente riferisce, ma lui non ha visto, gli avranno raccontato qualcosa di esagerato. L’ impianto dove abbiamo giocato ha una promiscuità incredibile, dove calciatori, dirigenti, arbitri e tifosi entrano dallo stesso ingresso. Per 45′ Pelagotti è stato insultato dai tifosi ospiti e gli hanno lanciato qualcosa. Martinelli (ieri capitano, ndr) ha anche riferito all’arbitro questa situazione. Dispiace stia montando questa polemica. Ripeto, hanno riferito qualcosa di sbagliato al presidente della Cittanovese».

Il Dg rosanero ha anche parlato di un’eventuale posizione da prendere come società: «Posizione come società? Non sto dietro tutte le stupidaggini che dicono. Il presidente della Cittanovese dice che gli hanno riferito, ma probabilmente gli hanno riferito qualcosa di sbagliato. Dispiace che una partita così bella, giocata bene stia scadendo così in pettegolezzi sciocchi. Se – conclude Sagramola- fossimo certi di quel che dice il presidente della Cittanovese, prenderemo provvedimenti nei confronti del nostro tesserato, ma ciò non ci risulta e quindi non faremo nulla nei confronti di Pelagotti».

Published by
Manfredi Esposito