La Serie A è sfumata sul più bello, ma il bilancio resta ampiamente positivo. Floriano Noto guarda alla stagione del Catanzaro con orgoglio e soddisfazione, consapevole di aver riportato il club ai vertici della Serie B e di aver riacceso l’entusiasmo di una piazza che per oltre quattro decenni aveva soltanto sognato certi traguardi. Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, il presidente giallorosso ha ripercorso il cammino della squadra, affrontando anche i temi legati al futuro di Aquilani, alla crescita societaria e alle difficoltà economiche del sistema calcio.
Per Noto il sentimento prevalente non è la delusione per la promozione mancata, bensì la soddisfazione per quanto costruito negli ultimi anni. «Sono molto orgoglioso perché abbiamo dato dignità alla Calabria intera e ai tanti tifosi che seguono il Catanzaro con uno spirito d’identità unico. Ho ricevuto attestati di stima da ogni parte del mondo, grazie anche alla copertura televisiva assicurata dalla Lega B all’evento», ha spiegato il presidente al Corriere dello Sport.
Ripensando al proprio percorso alla guida del club, il numero uno giallorosso individua nella credibilità ritrovata il risultato più importante della sua gestione. «Guardi, io dirigo questa società da 9 anni. La cosa più importante è aver ricostruito la credibilità del club. Oggi siamo un punto di riferimento per tante società che ci affidano i loro giovani. E stiamo crescendo anche sotto il profilo infrastrutturale. Certo, dopo 43 anni eravamo tornati a sognare la A. Ma, forse, non ancora del tutto pronti. La delusione per un obiettivo toccato e non raggiunto è tanta. Ma è grande anche la soddisfazione per esserci battuti alla pari con tutti», ha dichiarato Noto nell’intervista pubblicata dal Corriere dello Sport.
I risultati ottenuti assumono ancora più valore se si considera che il Catanzaro ha cambiato ancora una volta guida tecnica e ha affrontato una nuova fase di ricostruzione. Il presidente ha ricordato come il progetto abbia saputo rinnovarsi senza perdere competitività. «Aquilani è stato il terzo allenatore consecutivo, dopo Vivarini e Caserta. La scorsa estate abbiamo rifondato squadra e società e i risultati ci hanno premiato. Siamo andati oltre i nostri obiettivi».
Tra gli argomenti affrontati con il Corriere dello Sport c’è inevitabilmente il futuro di Alberto Aquilani, protagonista di una stagione che ha attirato l’attenzione di numerosi club. Noto non nasconde la volontà di proseguire insieme al tecnico. «Da parte nostra c’è la disponibilità a portare avanti un progetto pluriennale con lui. Ma se arrivano richieste dalla A, come si fa a fermarlo? Non ci sarà un altro caso Vivarini. Ma lui ci lasciò per andare in un altro club cadetto. Alberto, in B, allenerebbe solo qui».
Il presidente è poi tornato sulle emozioni vissute al termine della sfida di Monza, quando squadra e tifosi si sono ritrovati uniti nonostante l’eliminazione. «Abbiamo vissuto momenti di grande emozione. Ma il calcio, nella mia visione, deve essere questo. Abbiamo regalato tante gioie a noi stessi e alla nostra gente, che ci ha supportati ovunque».
Tra le immagini che porterà sempre con sé ce n’è una in particolare. «Sto cercando quel bambino che piangeva a Monza, aggrappato alla rete di recinzione del settore occupato dai nostri sostenitori. Vedere Alberto consolarlo è stato un momento di straordinaria umanità che non dimenticherò mai. Quel piccolo tifoso è l’emblema del calcio che amo di più».
L’affetto della tifoseria rappresenta uno degli aspetti che più hanno colpito Noto durante questa stagione. «La nostra gente ci ha seguito ovunque. E poi ce ne sono tanti in tutta Italia che ci sono stati accanto. A loro va la nostra gratitudine».
Un ruolo importante nella crescita del Catanzaro è stato svolto dal direttore sportivo Polito, protagonista di diverse intuizioni di mercato. «Il nostro ds interpreta il ruolo in modo encomiabile. Non c’è alcun dubbio che farà una grande carriera da dirigente. Il suo futuro a Catanzaro, come quello di Aquilani, dipenderà da lui».
Le riflessioni sul futuro coinvolgono anche l’area dirigenziale. «Ci siamo presi tutti una pausa. Non è stato facile elaborare la gara di Palermo, che ci ha logorati molto. Ci auguriamo che questa esperienza possa continuare, senza ostacolare le ambizioni di nessuno».
Nel confronto con realtà economicamente più forti, il Catanzaro ha dimostrato di poter competere grazie a organizzazione e idee. Noto ha evidenziato il divario esistente con il Monza, ma anche la capacità della sua squadra di colmarlo sul campo. «Abbiamo dimostrato che con giovani, organizzazione e cuore le partite sono giocabili anche in condizioni economiche diverse. Aver messo all’angolo il Monza ci inorgoglisce tantissimo».
L’intervento del presidente al Corriere dello Sport si è poi spostato sui problemi strutturali del calcio italiano. «La condizione essenziale è avere risorse non sempre disponibili per tutti. E lavorare in modo sostenibile diventa complicato. I fondi d’investimento? Saranno sempre più importanti. Ma il caso Juve Stabia dimostra che anche questa condizione comporta rischi. Perché chi non ha rapporti con i territori può andare via da un momento all’altro. È così in tante crisi industriali nel nostro Paese».
Noto condivide inoltre le preoccupazioni manifestate da altri dirigenti della categoria. «Hanno ragione. Serve una rivoluzione culturale e normativa. Mi auguro che la nuova governance federale riesca a battersi perché gli interessi divergenti possano trovare una sintesi per il bene di tutti».
Il presidente giallorosso invita anche a riflettere sugli effetti dell’ingresso dei fondi nel calcio professionistico. «I fondi sono preziosi. Ma possono alterare il sistema. La disponibilità di risorse stimola appetiti da parte di agenti e calciatori non governabili. Col pericolo di un effetto emulativo dannosissimo. E debiti certi».
Secondo Noto, il rischio è quello di perdere il legame con il territorio e con la passione popolare che da sempre caratterizzano il calcio italiano. «Scenario non congruo al nostro Paese. È ovvio che così si accentuano le differenze e il calcio, senza la passione della gente, diventa un’altra cosa. Vedere quel bambino piangere per il Catanzaro non ha prezzo».
Sul fronte tecnico, il Catanzaro potrebbe salutare altri protagonisti della stagione dopo la cessione di Bonini all’Almeria, ma il presidente guarda con fiducia ai giovani cresciuti nel vivaio. «Vediamo cosa resterà di questo Catanzaro. Abbiamo un settore giovanile che, grazie a Massimo Bava, può lanciare altri ragazzi: Arditi, una prima punta fisica e Maiolo. E c’è Tassone, un catanzarese, difensore goleador».
In chiusura, Noto ha rivolto un pensiero ai tifosi che negli ultimi anni hanno ritrovato entusiasmo e appartenenza attorno ai colori giallorossi. «Il massimo per onorare la nostra terra e i tanti catanzaresi che apprezzano i sacrifici fatti e che faremo».