Giornata di presentazione ufficiale in casa Bari per il ritorno di Moreno Longo, ma anche occasione per fare il punto sul mercato e sul momento delicato della stagione. A prendere la parola in conferenza stampa è stato il presidente Luigi De Laurentiis, che ha confermato l’intenzione del club di intervenire in maniera decisa nella sessione invernale.
«Per la prima volta mi sono trasferito a Bari per lavorare ancora più da vicino», ha spiegato De Laurentiis. «Ci aspettano 18 partite e dobbiamo chiudere il mercato. Da quando Longo è arrivato passiamo le giornate insieme a parlare di giocatori e obiettivi. Il mercato di gennaio è difficilissimo: potremmo anche prendere cinque giocatori oggi, ma magari non avrebbero minutaggio. A noi serve gente pronta, che abbia già giocato».
Il presidente biancorosso ha poi svelato lo stato delle trattative: «Stiamo lavorando su un giocatore buono, ottimo, che però il club di appartenenza non vuole liberare finché non prende un sostituto. Ogni giorno è fondamentale. Seguiamo 4-5 profili, ma potrebbero essere anche di più. Domani aspettiamo un paio di conferme».
Accanto a lui, Moreno Longo ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la panchina del Bari e a tornare su una piazza esigente: «L’anno scorso la situazione si è incrinata dopo il ko di Cosenza. Dopo quella partita fui molto duro con la squadra e lì qualcosa si è rotto. A fine stagione l’area tecnica ha scelto di cambiare, ma io dissi al presidente che quel nono posto non andava cestinato: era una base su cui costruire».
Longo ha poi ribadito il suo legame emotivo con il lavoro: «Vivo di stomaco e di pancia. Non so quanti, dopo aver allenato il Torino in Serie A, sarebbero andati ad Alessandria. Io l’ho fatto e li ho portati in B dopo 50 anni. Non sono venuto qui per il contratto: ho deciso dopo aver parlato con il presidente e aver ricevuto determinate garanzie».
Infine, il messaggio alla squadra e all’ambiente: «Ho avuto massima disponibilità per fare ciò che serve in una situazione difficile e in poco tempo. Questo mi ha spinto a indossare l’elmetto e a vivere queste 18 partite come 18 battaglie, con lo spirito giusto».