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«Nel 2024 ci furono contatti con il Palermo. Poi, però, non si concretizzarono. In quel momento io avrei voluto un certo tipo di contratto, poi non si trovò l’accordo. Mi è dispiaciuto, perché sicuramente mi sarebbe piaciuto lavorare in una piazza bella e importante come quella di Palermo».

Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate a Ilovepalermocalcio.com da Leonardo Semplici, ex allenatore di Sampdoria e Cagliari, attualmente svincolato. Il tecnico ha analizzato la partenza in campionato dei rosanero, lanciando uno sguardo al prossimo incontro con la Carrarese e rivelando come nel 2024 fu vicino a sedere sulla panchina dei siciliani.


Grande partenza per il Palermo con 19 punti nelle prime 7 partite di campionato: si aspettava un inizio così convincente da parte dei rosanero?

«Sicuramente le aspettative dopo l’anno scorso erano tutte sul Palermo. Questa partenza è la testimonianza del buon lavoro che in questi anni è stato fatto da parte della società, dei giocatori e di Pippo Inzaghi. Per quanto riguarda questi tipi di campionati, è un allenatore importantissimo».

Domenica il Palermo giocherà contro la Carrarese, reduce da due vittorie consecutive: che partita si aspetta?

«Una partita non facile, ma in B nessuna partita lo è. Nonostante la differenza di investimenti, sono gare sempre molto combattute. Penso che il Palermo dovrebbe affrontare la partita con grande rispetto. Dopo il cambio di allenatore, la Carrarese ha fatto un altro tipo di cammino, altre prestazioni. È una partita che il Palermo, sotto l’aspetto mentale e della preparazione, non dovrà sbagliare».

Dopo questo inizio di campionato il Palermo sembra non avere rivali: chi può mettergli il bastone tra le ruote, secondo lei, in ottica promozione in Serie A?

«Il Palermo stesso. Ha dei giocatori importanti e l’esperienza degli scorsi anni. Nonostante le aspettative, negli anni passati non è stato mai in lotta per il primo posto. Credo che questo sia servito anche alla piazza per stare sempre vicino a questi calciatori. È una piazza importante quella di Palermo, ha tanti tifosi che hanno la voglia e il desiderio di ritornare in una categoria più consona anche alla storia del club. Credo ci siano tutti i presupposti per poter arrivare all’obiettivo e tutte le qualità per vincere questo campionato».

Lei ha conquistato una storica promozione in Serie A con la SPAL, proponendo un gran calcio. Qual è la qualità fondamentale indispensabile per vincere un campionato di B così livellato ed equilibrato?

«Sicuramente avere dei buoni giocatori. È chiaro che il Palermo abbia dei giocatori importanti in rosa, non solo negli undici, ma anche nei cambi. Ha tutti i requisiti: giocatori di grande qualità, conoscenza del campionato, un allenatore molto bravo e una società che non ha badato a spese sugli investimenti. C’è la voglia di fare qualcosa di importante e credo che i rosanero abbiano tutte le qualità per poterlo fare. Ci sono squadre come il Pisa, il Verona e la Cremonese che in questo momento sono in ritardo. Ci sono alcune sorprese come il Mantova e il Südtirol, come al solito in Serie B. Il campionato è lungo, ma l’avvio del Palermo è di grande importanza per far capire agli altri che i rosanero ci sono».

Un brutto inizio di campionato da parte delle retrocesse dalla A: chi l’ha sorpresa di più in negativo?

«Le squadre retrocesse, come spesso accade, hanno un contraccolpo psicologico per i giocatori che sono rimasti. Magari c’è qualche giocatore scontento. Dopo le prime partite, dopo la sosta così lunga, si cominciano a intravedere i valori di queste squadre. Sono squadre che entreranno in un giro di classifica più importante. Insieme ad alcune sorprese come, per esempio, il Modena, che ha lavorato molto bene, o lo stesso Mantova. Ci sono delle squadre che hanno potenzialità per lottare per il secondo posto o, eventualmente, per entrare nei play-off e poi giocarsi la promozione fino alla fine».

Altro inizio di stagione molto negativo per la Sampdoria, nonostante il buon mercato fatto: secondo lei, che lo ha vissuto recentemente dall’interno, cosa non funziona nell’ambiente blucerchiato?

«Difficile capirlo. In questi due anni e mezzo sono cambiati 9 allenatori. Credo che le colpe diventino di chi c’è stato e che abbia sicuramente delle responsabilità. Però penso ci siano delle situazioni all’interno della società e del gruppo squadra che non riescono a far emergere i veri valori di questi giocatori. Sicuramente anche la pressione dell’ambiente incide e la storia recente della Sampdoria non aiuta gli stessi giocatori a esprimersi come magari hanno fatto da altre parti. Credo ci sia un insieme di cose che andranno migliorate, perché è una squadra e una tifoseria che meritano ben altro».

I blucerchiati hanno ufficializzato D’Angelo come nuovo allenatore. Subentrare a campionato in corso è una delle sfide più complesse per un tecnico. Qual è la primissima cosa su cui lavora un allenatore quando entra in uno spogliatoio in difficoltà?

«Quando arrivi in uno spogliatoio del genere e ci sono delle cose che non vanno e degli equilibri che non si sono raggiunti sotto l’aspetto fisico, tattico e soprattutto mentale, bisogna cercare di portare quella serenità che possa servire agli stessi giocatori per poter esprimere tutte le loro qualità. Anche quest’anno la Sampdoria ha fatto un certo tipo di mercato, però, per varie problematiche che in questo momento non conosco, la squadra non è riuscita a esprimere i propri valori. Anzi, facendo delle cose anche inaspettate per il mercato che era stato fatto».

Nel 2024, dopo l’esonero di Corini, fu accostato alla panchina del Palermo: ci sono stati dei contatti concreti con i rosanero?

«Sì, nel 2024 ci furono contatti con il Palermo. Poi, però, non si concretizzarono. In quel momento io avrei voluto un certo tipo di contratto, poi non si trovò l’accordo. Mi è dispiaciuto, perché sicuramente mi sarebbe piaciuto lavorare in una piazza bella e importante come quella di Palermo, con una società sicuramente in grande sviluppo e una proprietà di grandi valori».

Professionalmente parlando, che obiettivi si pone per il futuro e le piacerebbe un giorno allenare il Palermo?

«Il Palermo ha un bravissimo allenatore, quindi credo che sotto quest’aspetto sia in buone mani. È chiaro che un giorno mi piacerebbe avere anche un’esperienza in questa terra bellissima, con una società sicuramente storica e importante come il Palermo. A chi non piacerebbe? Mi auguro prossimamente di poter avere anch’io un’esperienza in rosanero, che sarebbe sicuramente una cosa straordinaria. Però credo, insomma, che il Palermo sia in ottime mani, sia a livello societario che di staff tecnico. Auguro al Palermo le migliori cose, perché è giusto così. Io cercherò prossimamente di poter tornare ad allenare e dare il mio contributo alla squadra che mi sarà affidata, di valorizzare il parco giocatori, ma soprattutto di arrivare all’obiettivo che mi sarà dato dalla società».